Alberto Belli

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San Michele in Bosco: una lunga storia che percorre Bologna

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Il complesso di San Michele in Bosco ripercorre l’antichissima storia di Bologna. Costruito su edifici già preesistenti a partire dal IV secolo, oggi è uno dei complessi monastici più imponenti presenti a Bologna

La struttura si erge su una balconata che offre una vista stupenda sulla città di Bologna e sulle colline che la circondano. Il monastero affaccia su un paesaggio suggestivo immerso nel verde, diventando così una meta imperdibile per chi vuole visitare Bologna. 

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La storia di San Michele in Bosco

Le prime fonti sicure sul monastero si hanno a partire dal XI secolo. Si ha notizia di una bolla di Papa Pasquale II, nel quale vengono rinnovati i privilegi del monastero, che fu chiamato per la prima volta San Michele in Bosco.

A partire dal 1364 il monastero venne insediato dai Monaci olivetani per volontà di Papa Urbano V. Il monastero venne ricostruito dai monaci su strutture medievali preesistenti. La chiesa fu completata già nel 1447. 

Nel corso del 1400 San Michele in Bosco è stato luogo di occupazioni militari, saccheggi e lotte per la sua posizione strategica, che portarono i monaci ad abbandonare il monastero.

I monaci olivetani rientrarono nel monastero nel 1514 e avviarono la ricostruzione del complesso. Da quel momento in poi fu un susseguirsi di lavori che portarono alla riedificazione della chiesa, con la costruzione del chiostro dei Carracci e un rifacimento della chiesa da parte di Biagio Rossetti. La ristrutturazione della Chiesa costituì l’occasione adatta per commissionare numerose opere di pittura. 

Alla fine del ‘700 con il decreto napoleonico vennero soppresse le corporazioni religiose, così il monastero fu confiscato. I monaci olivetani dovettero abbandonare il monastero, che fu adibito a caserma e nel 1804 a luogo di pena. Nel 1824 i detenuti furono trasferiti e il monastero abbandonato a sé stesso. 

Nel maggio 1878 il Professor Francesco Rizzoli lasciò alla provincia di Bologna una cospicua somma per la realizzazione di un istituto ortopedico nei locali del monastero. Inaugurato nel 1896, divenne presto uno tra i migliori ospedali ortopedici del mondo per dimensioni, attrezzature, organizzazione, ricerca e didattica. 

La chiesa di San Michele in Bosco

La chiesa è un singolare esempio di opera rinascimentale con reminiscenze romaniche e gotiche.

 All’esterno del monastero si può ammirare la facciata rinascimentale realizzata dal celebre architetto Biagio Rossetti e il portale marmoreo di Baldassarre Peruzzi. 

 La chiesa presenta una sola navata e cinque cappelle: quattro laterali e una per l’altare maggiore. La navata termina con un presbiterio chiuso da transenne. La chiesa è divisa al suo interno in due piani, quello inferiore destinato ai fedeli e quello superiore ai monaci.

interno della chiesa di San Michele in Bosco, interno chiesa San Michele in Bosco.

All’interno si possono trovare numerose opere di pittura realizzate da un gruppo di pittori che rappresenta lo stile di Raffaello del tempo, come Innocenzo da Imola , Bartolomeo Ramenghi, Biagio Pupini e Girolamo Marchesi. 

interno della chiesa di San Michele in Bosco, interno chiesa San Michele in Bosco.

Il chiostro ottagonale che affianca la chiesa presenta uno splendido cortile con un portico su ogni lato abbellito da colonne doriche di macigno. La costruzione ha una forma del tutto singolare per un convento, in quanto generalmente è quadrato o rettangolare. Il chiostro è anche detto dei Carracci per le pitture eseguite da Ludovico Carracci e i suoi allievi. Molti degli affreschi oggi sono andati perduti. 

Se sei appassionato delle opere artistiche puoi recarti nella Pinacoteca Nazionale di Bologna che presenta una raccolta di quasi mille dipinti realizzati da chiese e conventi tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Per saperne di più, vai a leggere il nostro articolo Musei Bologna: un imperdibile patrimonio artistico

La Biblioteca centrale 

Dalla chiesa è possibile accedere e visitare la biblioteca centrale, dedicata al re Umberto I di Savoia, lo stesso Re che inaugurò gli Istituti Ortopedici Rizzoli nel 1896. All’interno della biblioteca si possono trovare una tra le più rare e complete collezioni librarie esistenti in campo ortopedico. Inoltre, si può trovare il maestoso mappamondo portato a compimento nel 1762 da Padre Rossini da Lendinara avvalendosi delle descrizioni cartografiche di viaggiatori esperti.

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Vuoi conoscere la storia di una delle Biblioteche più famose di Bologna? Affrettati a leggere il nostro articolo Biblioteca Salaborsa a Bologna: i suoi diversi usi nel tempo

Un corridoio verso la Torre degli Asinelli 

Venendo a visitare il Monastero di San Michele in Bosco non puoi perderti la più sorprendente vista sulla Torre degli Asinelli.

 Al primo piano del monastero, percorrendo la chiesa fino al presbiterio si apre un corridoio lungo 162,26 metri, tra i vani architettonici più lunghi presenti a Bologna, noto come Cannocchiale.  Questo corridoio, costruito nel 1438 per collegare le celle dei monaci, termina con una gigantesca vetrata che punta sulla Torre degli Asinelli situata a 1407 metri di distanza. La finestra a nord del corridoio è esattamente in asse con la cima della Torre degli Asinelli. Muovendosi lungo il corridoio si assiste a un’illusione percettiva: allontanandosi dalla finestra la torre sembra più grossa, contrariamente avvicinandosi la torre sembra più piccola.

Effetto cannocchiale dalla finestra dell'ospedale Rizzoli, che guarda direttamente verso le due torri. Le due Torri, le due torri Bologna.

L’effetto cannocchiale è uno dei misteri più affascinanti di Bologna, uno degli scorci più amati e fotografati dai turisti. 

Per raggiungere il finestrone si può accedere dalla parte monumentale dell’Ospedale Rizzoli. 

Conosci la leggenda sulla Torre degli Asinelli? Per scoprirla leggi il nostro articolo Le Due Torri di Bologna: il simbolo della città. 

Le due torri nascondono anche uno dei sette segreti della città di Bologna. Curioso di conoscerli? Corri a leggere il nostro articolo  Un viaggio tra i Sette Segreti di Bologna.

Il parco di San Michele in Bosco

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San Michele in Bosco sorge su un colle immerso nel verde. Il parco è il terzo parco storico della città di Bologna dopo quello della Montagnola e i Giardini Margherita.

Venne realizzato alla fine dell’800 quando il monastero divenne ospedale da destinare ai cittadini e ai parenti dei malati in visita. 

Stendhal, che qui si ritrovò a passeggiare nel lontano 1817, scrisse a tal riguardo: 

Vengo da San Michele in Bosco. È un convento situato in posizione pittoresca, come tutti quelli d’Italia; il vasto edificio corona la più graziosa delle colline coperte di boschi a cui è addossata Bologna; è come un promontorio ombreggiato da grandi alberi che avanza nella pianura.

Verso gli anni 50’ il parco fu soggetto a forestazione, e ciò offuscò la vista su Bologna non permettendo più l’effetto cannocchiale. Il restauro avvenuto nel 2007-2010 ha riequilibrato la fisionomia del parco recuperando la bellissima vista sulla città. 

Dentro il parco può essere fatta una splendida passeggiata, attraverso i tornanti che portano fino al Santuario, circondati da cedri, pini neri e querce secolari. 

Il parco è accessibile dal piazzale di San Michele in Bosco verso il basso, oppure all’inizio di via Codivilla, dall’entrata del giardino Remo Scoto. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 5.30 alle 23. 

San Michele in Bosco: una terrazza su Bologna 

Ciò che rende unica la visita di San Michele in Bosco è il magnifico panorama che il monastero offre dalla sua terrazza, “seconda solo a quella osservabile dalla Torre degli Asinelli”, a detta degli stessi bolognesi.  

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Dal piazzale davanti alla chiesa si può godere di un incredibile panorama sulla città di Bologna. È la terrazza più famosa della città poiché offre una vista completa e suggestiva su Bologna. Si possono vedere dall’alto tutti gli edifici più belli di Bologna. 

Inoltre, lo scorcio permette di vedere anche tutta la pianura circostante Bologna fino alla catena alpina. 

Andando lì all’ora del calar del sole si potrà godere di uno splendido tramonto sulla città di Bologna. Con l’accendersi delle prime luci della notte la vista è ancora più suggestiva, vedendo la città illuminata nel buio. 

San Michele in Bosco: quali sono gli orari delle messe?

La chiesa di San Michele in Bosco è aperta tutti i giorni al pubblico alle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. 

Le messe vengono svolte dal lunedì al venerdì alle ore 6.30 e 17.00. La domenica alle 10.00, alle 12.00 e alle 17.00. Durante le messe gli ingressi ai visitatori potrebbero essere limitati. 

La Biblioteca è aperta al pubblico nei seguenti giorni: lunedì 10-16.00; martedì-mercoledì-giovedì 10-14.30; venerdì 10-13.30. 

Come arrivare al monastero di San Michele in Bosco

Il monastero di San Michele in Bosco è raggiungibile a piedi, tramite l’utilizzo dell’autobus o della macchina. 

Se si preferisce andare a piedi bisogna raggiungere porta San Mamolo, spingersi fuori dalle mura e incamminarsi su Via San Mamolo, per imboccare poi via Alessandro Codivilla. Su via Codivilla 33 si ha l’ingresso al parco di San Michele in Bosco. Da qui si ha accesso ad una lunga strada serpeggiante dedicata alla memoria del medico ortopedico Oscar Scaglietti. Questa stradina permette di attraversare l’intero parco e di ammirare la fiorente vegetazione, per giungere infine al monastero. Il convento dista da porta San Mamolo circa 1,2 km, e la passeggiata occuperà circa 20 minuti.

Per chi sceglie di raggiungere il complesso in macchina, occorre anche in questo caso percorrere via San Mamolo e svoltare su Via Codivilla, percorrerla sino alla fine e girare a destra su Piazzale Giuseppe Bacchelli e poi di nuovo a destra sulla salita di San Benedetto. Da qui si sale sul colle di San Michele e si ha accesso ad un breve percorso panoramico che termina di fronte all’ingresso della chiesa di San Michele in Bosco. Da Porta San Mamolo il percorso è di 1,4 km.

Infine, si può raggiungere il monastero in autobus.  La linea che parte dal pieno centro di Bologna e ferma in corrispondenza di San Michele in Bosco è la 30. Si può prendere l’autobus in via Ugo Bassi ed essere a destinazione in circa 20 minuti. 

Bibliografia 

-Lorenzi E., Il monastero di San Michele in Bosco e L’Istituto ortopedico Rizzoli, Edizioni Pendragon, Bologna, 2006

-Naldi M., (a cura di), San Michele aveva un bosco: vedute e visioni sul colle di San MIchele in Bosco dal 500 ad oggi, Bentivoglio, l’Artiere, 2010.

-Raule A., San Michele in Bosco, Bologna, Bologna, Nanni Editore, 1963.

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