Alberto Belli

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CEO and Content Creator of Bologna-Experience

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Le Due Torri di Bologna: il simbolo della città

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Uno dei simboli più rappresentativi della città di Bologna sono le due Torri: Asinelli e Garisenda. Scopri con noi le leggende e le curiosità che le riguardano.

Dove si trovano le due Torri?

Le due Torri di Bologna sono collocate alla fine di via Rizzoli di fronte alla Piazza di Porta Ravegnana. Ti colpiranno subito grazie alla loro altezza: la Torre degli Asinelli è di 97 metri e la Garisenda di 47 metri.

D’inverno vengono posti dei LED alla base della Torre degli Asinelli: questa viene completamente illuminata con i colori di Bologna, il rosso e il blu. Questo spettacolo luminoso può essere ammirato anche da via Ugo Bassi. Inoltre a pochi passi dalle iconiche Due torri, potrai trovare l’antico ghetto ebraico della città, con tanti simboli e memorie della storia di questo quartiere.

Curiosità e Monumenti nei pressi delle Due Torri: da non perdere!

A proposito di Porta Ravegnana: un tempo questa porta era il nodo principale di collegamento tra l’interno della città e l’esterno, attraverso la cerchia muraria di Selenite. Scopri di più sulle mura di Bologna nel nostro articolo!

Le due Torri viste da Piazza di Porta Ravegnana.
Fonte: WikiCommons

Le due Torri sono uno dei monumenti più iconici della città, insieme a Piazza Maggiore e alla Basilica di San Petronio. Una volta arrivati di fronte alla basilica, non fatevi sfuggire la Fontana del Nettuno: lo sapevi che questa è uno dei sette segreti di Bologna, proprio come la Torre degli Asinelli? Vieni a scoprirli insieme a noi!

Inoltre le Due Torri si trovano nel cuore della città: vicino ad esse si trova anche la rinomata zona del Quadrilatero. Qui hanno storicamente sede molte botteghe e osterie, dove si continua a tener fede all’antica arte delle sfogline e della pasta fresca. Ecco alcuni consigli sulle migliori trattorie da provare, per immergersi nei sapori gastronomici bolognesi, tra cui segnaliamo anche il ristorante I Carracci e lOsteria dell’Orsa. Inoltre nella zona del Quadrilatero potrai trovare anche dei locali tipici dove poter fare un gustoso e autentico aperitivo in stile bolognese!

La leggenda della Torre degli Asinelli

È importante ricordare la leggenda che ruota intorno alla Torre degli Asinelli sin dal Medioevo.

Infatti, la storia narra di un povero contadino che un giorno seguì i suoi asinelli e trovò un tesoro. Questo tesoro conteneva monete d’oro e d’argento, e per molto tempo venne custodito con segretezza. Un giorno il figlio del contadino gli chiese di costruire la torre più alta della città, per conquistare la mano della sua nobile amata. Il padre, che amava tanto il suo unico figlio, gli consegnò il tesoro trovato. Così il giovane costruì la torre, e la chiamò degli “Asinelli”, ricordando gli asinelli del padre.

Ovviamente, non sono queste le vere origini della torre: l’ideatore fu Gerardo Asinelli. Egli, infatti, decise di costruirla per migliorare la sua reputazione e per avere un luogo sicuro.

Se siete dei veri appassionati della storia antica di Bologna e ad ogni vicenda legata alla città, non potete non visitare la Biblioteca Salaborsa, con il suo ricco archivio di documenti e libri: un tempo questa ha accolto il giardino botanico di Bologna, che oggi si trova in via Irnerio ed è una delle sedi dell’Università di Bologna. L’ateneo inoltre ha varie sedi sparse tra i palazzi e gli storici complessi della città, come San Giovanni in Monte, oggi polo del dipartimento di Storia, Culture e Civiltà; un tempo è stato un complesso monastico e anche un carcere!

Cosa ci fa una gabbia sulla Torre degli Asinelli?

La Torre degli Asinelli fu costruita tra il 1019 e il 1119. Nel corso dei secoli, venne utilizzata con molte funzioni: per le comunicazioni rivolte al popolo, per segnalazioni e giubili.

Ma la torre aveva compiti anche più macabri: era luogo di prigionia e di tortura per i condannati alla pena capitale e soprattutto per i religiosi colpevoli di crimini. Le vittime venivano portate all’interno di una gabbia di ferro, situata a 20 metri di altezza, da cui venivano schernite dal popolo. Dopo alcuni giorni morivano a causa del digiuno.

Inizialmente questa forma di tortura veniva svolta all’interno del Palazzo del Podestà, ma con il tempo queste gabbie vennero collocate sul fianco della Torre degli Asinelli, così che anche il popolo potesse vedere i criminali morire.

La palla di Cannone

Nel 1500 accadde un fatto bizzarro per le cronache dell’epoca: una palla di cannone di piombo colpì la Torre degli Asinelli.

Ma come fu possibile tale gesto?

Durante alcuni festeggiamenti, una palla di ben otto libbre (3,5kg) proveniente da Porta Maggiore colpì la torre, che però non fu danneggiata. Anche durante i numerosi incendi che si svilupparono, la torre conobbe la stessa fortuna: il danno peggiore fu la distruzione della scale di legno. I fulmini sono stati la principale causa di tali incendi, così nel 1824 venne installato un parafulmine.

Lo sapevi che…

Nel corso dei secoli, la Torre degli Asinelli ha avuto diverse funzioni: da quelle istituzionali a quelle scientifiche.

Nel 1790 il fisico e religioso Gian Battista Guglielmi svolse un esperimento per indagare gli effetti della rotazione terrestre. L’esperimento consisteva nel far cadere dalla cima della torre una palla di piombo, e analizzare la deviazione tra il punto di partenza e il punto di arrivo. Nonostante le difficoltà, lo scienziato riuscì a ottenere dei risultati significativi che vennero poi introdotti nel libro De diurno Terrae motu.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, questa torre fu utilizzata anche come punto di avvistamento. Quando avveniva un bombardamento, quattro persone salivano sulla torre e cercavano di indirizzare al meglio i soccorsi.

Oggi in cima alla Torre degli Asinelli è presente anche un ripetitore televisivo della RAI.

Le Due Torri viste da Piazza di Porta Ravegnana.
Fonte: WikiCommons

La fama della Torre Garisenda

La Torre Garisenda fu costruita nel 1110 dai rappresentanti del comune di Bologna. Oggi è alta 47,5 metri. Si dice che in passato la sua altezza fosse di 60 metri, e che per problemi strutturali fu periodicamente ridotta. In seguito a tali interventi, risulta essere pendente di circa 4 gradi, superando così l’inclinazione della Torre di Pisa. 

Successivamente, il Consorzio Bolognese decise di affidarla a una delle famiglie più nobili e benestanti della città: i Garisendi, da cui prese il nome.

Nonostante sia meno alta della Torre degli Asinelli, compare in numerosi versi e citazioni per la sua fama architettonica. Tra gli importanti artisti ricordiamo Johann Wolfgang Goethe che scrive: “Si passa quasi indifferenti sotto le molte torri dritte e slanciate, mentre si va a cercare quella che pende.” Invece, Dante Alighieri nel XXXI canto dell’Inferno cita la Garisenda paragonandola al gigante Anteo figlio di Poseidone: “Qual pare a riguardar la Garisella sotto il chinato – tal parve Anteo a me che stava a bada di vederlo chinare”. 

A proposito di Dante, il poeta dopo la sua visita a Bologna rimase così colpito dal Complesso delle Sette Chiese da farne riferimento nella sua opera. Inoltre in tale Basilica è conservata una cripta, la Cripta di Santo Stefano, ancora oggi visitabile: ma non è l’unica cripta della città che puoi visitare, vieni a scoprirle tutte nel nostro articolo sulla Bologna Sotterranea! Per saperne di più, leggete il nostro articolo La Basilica di Santo Stefano: storia e leggende.

Esistono altre torri a Bologna?

Durante la sua storia, Bologna ha avuto numerose torri, fino a contarne ben 100, nel periodo di massimo sviluppo. La ragione non è ben chiara: si pensa che queste strutture venissero utilizzate come edifici di attacco e di difesa durante il periodo della lotta per le investiture. In casi più rari, venivano utilizzate anche come abitazioni e chiamate case-torri. Durante tutto il XIII secolo, le torri subirono numerose modifiche: furono mozzate, ricostruite e demolite. Nel 1920 le rimanenti furono abbattute.

Attualmente, in città ne sono ancora presenti 22 : la Torre Azzoguidi detta Altabella, la Prendiparte detta Coronata, la Scappi, la Uguzzoni, la Guidozagni, la Galluzzi.

Quando posso visitare le torri?

La Torre degli Asinelli è l’unica visitabile. Mettiti alla prova e sali 498 gradini, così da arrivare alla cima della Torre degli Asinelli. La fatica sarà ripagata dal meraviglioso panorama della città che ti si schiuderà davanti agli occhi; E non solo di tutta la città, ma anche oltre le mura: davanti a voi sarà possibile vedere il bellissimo Santuario della Madonna di San Luca sul colle della Guardia. Non rimarrete delusi, te lo garantiamo! È importante non dimenticare che il Santuario della Madonna di San Luca e parte dei portici della città sono diventati parte del patrimonio dell’UNESCO. Orgoglio e bellezza per la città!

Altro riconoscimento da parte dell’UNESCO per la città, è la denominazione di Bologna come “Città creativa e della musica”.

La torre è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 17.

Ma se sei un universitario, c’è una tradizione che dovresti rispettare: infatti si dice che se sali sulla torre prima della laurea, potresti farti sfuggire la corona d’alloro!

Quanto costa visitare la Torre degli Asinelli?

Il costo del biglietto varia:

  • 5 euro intero
  • 3 euro ridotto per under 12, over 65, scolaresche, studenti universitari, gruppi di almeno 20 partecipanti.

Ricorda: l’ingresso è vietato per i minori non accompagnati e la prenotazione è obbligatoria.

Se sei curioso di conoscere uno dei luoghi di spiritualità e unione della città, leggi l’articolo sulla Cattedrale di San Pietro: il duomo di Bologna.

Bibliografia e approfondimenti

  • Bernabei G., Le due torri di Bologna, Bologna, Santarini, 1992.
  • Roversi G., Le due torri di Bologna. Quando, come e perché, Bologna, Fondazione del Monte, 2011.
  • Trombetti A. L., Pasquini L., Bologna delle torri. Uomini pietre artisti dal medioevo a Giorgio Morandi, Firenze, EDIFIR, 2013.

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