Alberto Belli

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La Fontana del Nettuno: uno dei segreti di Bologna

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La Fontana del Nettuno è un simbolo molto importante per la città e per l’identità bolognese. Vieni a scoprire la storia di questo monumento e tutte le curiosità e i segreti sulla fontana della divinità greca.

Dove si trova la Fontana del Nettuno?

La Fontana del Nettuno, anche chiamata in dialetto al Zigant, è collocata tra la fine di via Ugo Bassi e l’inizio di via Rizzoli, al centro della famosa Piazza del Nettuno. È situata in uno dei luoghi più famosi della città ed è circondata da edifici simbolici per Bologna. Troviamo infatti, alla destra della fontana, Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo del XIII secolo che attualmente ospita numerosi eventi. Alle spalle della Fontana del Nettuno si apre l’ampia Piazza Maggiore che ospita una delle basiliche più grandi del mondo: La Basilica di San Petronio.

A pochi passi dall’imponente fontana, non potete farvi sfuggire le slanciate Due Torri: leggi anche Due Torri Bologna: il simbolo della città.

La Fontana del Nettuno a Bologna vista da davanti.
Fonte: Flicrk

Come è fatta la Fontana del Nettuno?

La Fontana del Nettuno è una delle poche presenti in città, ma sicuramente una delle più illustri a livello nazionale. Definita dal critico d’arte Giulio Carlo Argan come un “soprammobile da Piazza”, è caratterizzata da una suddivisione in tre grandi gradini, sui quali, alla base, troviamo le Naiadi, figure della mitologia greca che rappresentano le ninfe marine. Al centro notiamo svariate decorazioni ed emblemi pontifici.

Continuando a salire con lo sguardo, ci sono quattro Putti che simboleggiano ciascuno un fiume: il Nilo, il Gange, il Rio delle Amazzoni e il Danubio. Questi rappresentano anche le quattro parti del mondo allora conosciute. Sulla sommità spicca la statua del Nettuno, soprannominato il Gigante per via della sua stazza. Secondo la mitologia greca rappresenta il dio dei mari. 

Invece sapete cosa sono le Sette Chiese? Per scoprirlo andate a leggere l’articolo sulla Basilica di Santo Stefano: storia e leggende. Al suo interno potrai anche visitare la raccolta Cripta di Santo Stefano!

Dettagli della Fontana del Nettuno: i quattro Putti.
Fonte: Flickr

Da dove proviene l’acqua della Fontana del Nettuno?

La Fontana del Nettuno venne commissionata da Pier Donato Cesi, per rendere omaggio all’apprezzamento che papa Pio IV rivolse agli artisti durante il suo pontificato. Il creatore dell’opera fu Jean de Boulogne di Douai, anche detto Giambologna, artista del panorama fiorentino allora al servizio del granduca Francesco dei Medici. La fontana fu opera anche di artisti come il fonditore bolognese Zanobio Portigiani e l’architetto Tommaso Laureti.

La Fontana del Nettuno, terminata nella seconda metà del Cinquecento, inizialmente aveva un unico condotto che forniva l’acqua, e che proveniva dalla fonte Remonda, vicino a San Michele in Bosco. Successivamente però, questo condotto divenne insufficiente, così nel 1563 l’architetto Tommaso Laureti edificò la Conserva di Valverde: un sistema di captazione e raccolta delle acque, che garantiva l’apporto necessario per il corretto funzionamento della fontana.

I restauri nei secoli

Durante tutta la sua storia la Fontana del Nettuno fu molto spesso oggetto di restauri. Già nel 1705 il senato di Bologna iniziò ad avere premura per il suo mantenimento e nel 1762 si fecero i primi interventi significativi. Infatti, installarono dei ferri in tutta la struttura, per supportare quelli ormai deteriorati, e impermeabilizzarono la gamba sinistra del Nettuno.

Col passare del tempo e con il continuo deterioramento della fontana, il Comune decise nel 1888 di promuovere dei nuovi lavori di restauro che, però, furono molto criticati dai Conservatori della Fonte per i metodi troppo invasivi.

Il rifugio della fontana durante le Guerre

Durante la prima guerra mondiale, la statua del Nettuno fu collocata a Palazzo d’Accursio e lì rimase fino al 1919. Nel secondo conflitto bellico la Fontana del Nettuno fu nuovamente rimossa per evitare lesioni e fu ricollocata al suo posto alla fine del 1945.

Gli ultimi restauri risalgono al 2016: vennero gestiti dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e capeggiati dall’ingegnere Fabio Andreon. Il suo gruppo condusse lavori per il rinnovamento dell’impianto idraulico e dell’intero complesso monumentale.

Gli strani usi della Fontana del Nettuno

Lo scopo iniziale della Fontana del Nettuno era abbellire l’omonima Piazza, ormai rimasta semi vuota dopo la demolizione di alcune costruzioni. Ma i cittadini bolognesi a quel tempo avevano ben altro in mente.

Infatti, la Fontana del Nettuno fu presa d’assalto dai mercanti e dalle lavandaie di Piazza Maggiore, che la utilizzarono per i motivi più disparati, come lavare gli ortaggi e fare il bucato. Però, con il passare del tempo la situazione degenerò: utilizzarono addirittura la Fontana del Nettuno come vespasiano. Per ovviare al problema, nel 1604 venne costruita un’alta recinzione, che rimase fino alla fine dell’Ottocento.

Riferimento storico della Fontana del nettuno. Disegno che rappresenta le recinzioni del 1600-1800
Fonte: Wikicommons

Il significato della postura del Nettuno

Esistono molte teorie che hanno cercato di motivare la posizione del Nettuno. La più convincente e verosimile pone una correlazione di tipo simbolico tra il Nettuno e Papa Paolo IV. La statua, infatti, ha il braccio sinistro teso in avanti, come a simboleggiare il dominio di Nettuno sui mari e gli oceani. Parallelamente, Papa Paolo IV dominava il mondo intorno al Cinquecento.

Gli studenti e la Fontana del Nettuno

La tradizione vuole che prima di sostenere un esame, gli studenti debbano girare due volte in senso antiorario intorno la fontana, per avere fortuna e ottenere un buon risultato. La leggenda narra che anche Giambologna fece così attorno al piedistallo della fontana, mentre rifletteva sul suo progetto.

Lo sapevi che l’Università di Bologna è la più antica del mondo occidentale? Scoprilo con noi! Inoltre a pochi passi dalla zona universitaria, potrai trovare l’antico ghetto ebraico della città. Immergiti tra le piccole vie colorate di questo quartiere che ha mantenuto la memoria degli eventi storici.

Cosa ci fa una foglia di fico sulla Fontana del Nettuno?

Pur essendo un’opera importante della città, per alcuni rappresentanti del comune di Bologna la nudità del Nettuno creò dissenso, dunque applicarono sulle cosiddette “vergogne” una foglia di fico in rame.

Non volendo porre la foglia sul Nettuno, lo scultore Giambologna cercò un modo per realizzare dei genitali più grandi, senza creare scalpore tra le autorità ecclesiastiche. Per fare ciò, ideò un espediente, e così, vedendo la statua da una determinata angolazione, il pollice sembra uscire dal basso ventre, suggestionandone la visione.

Inconsapevole, lo scultore Giambologna aveva ideato uno dei sette segreti della città di Bologna. Se vuoi scoprire quali sono gli altre sei, leggi anche Un viaggio tra i Sette Segreti di Bologna.

A testimonianza di ciò, esiste una pietra nera nella pavimentazione di fronte la Biblioteca Salaborsa chiamata anche della “vergogna”, dalla quale la visone è agevolata. 

Lo sapevi che un tempo la Biblioteca Salaborsa accoglieva al suo interno l’orto botanico? Oggi questo si trova in Via Irnerio 42, ed è totalmente visitabile! Vieni a scoprire la sua storia nel nostro articolo L’orto botanico di Bologna: uno dei più antichi giardini d’Europa.

Vista laterale della Fontana del Nettuno.
Fonte: Flickr

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Se siete curiosi di scoprire il simbolo di spiritualità di Bologna, andate a leggere l’articolo sulla Cattedrale di San Pietro: il Duomo di Bologna senza dimenticarsi del Santuario della Madonna di San Luca: la chiesa bolognese in collina , ricca di segreti e leggende da scoprire, e parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme ai suoi portici!

Bibliografia

  • Benevolo G., Bologna. La fontana del Nettuno, Bologna, Scripta Maneant, 2018.
  • Ferretti E., Il Nettuno architetto delle acque. Bologna. L’acqua per la città tra Medioevo e rinascimento, Bologna, Bononia University Press, 2018.
  • Succede solo a Bologna, Nettuno è perfetto. Storia e curiosità sulla statua del Giambologna, Bologna, Minerva Edizioni, 2017.

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