Alberto Belli

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La Basilica di Santo Stefano: storia e leggende

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La Basilica di Santo Stefano a Bologna è un luogo sacro, dove gli eventi storici si mescolano e intrecciano con le leggende. Vieni a scoprirla con noi!

La Basilica di Santo Stefano è un luogo ricco di curiosità, che ha assunto diverse funzioni durante la sua storia. E’ stato un cimitero dove Sant’Ambrogio ritrovò i resti dei martiri San Vitale e Sant’Agricola; in epoca romana fu un tempio pagano dedicato alla dea Iside; e ancora la basilica di Santo Stefano fu il cuore della vita religiosa dei Longobardi per tutta la durata del loro insediamento a Bologna.

Bologna è intessuta da luoghi sacri e religiosi: tra questi, c’è l’antico ghetto ebraico, posto nel cuore della città, che rappresenta una tappa imperdibile e interessante da visitare.

Dove si trova la Basilica di Santo Stefano?

La Basilica è situata alla fine di via Santo Stefano 24 e affaccia sulla famosa e omonima Piazza. Dista pochi minuti a piedi da Piazza Maggiore e dalla Biblioteca Salaborsa. È un posto rilassante e pieno di spiritualità; il pavimento circostante è quasi totalmente composto da sampietrini, sul quale poggiano i tavolini di numerosi punti di ristoro. Infatti, è possibile ammirare la famosa Basilica sorseggiando un buon caffè, o se la si visita di sera, è un ottimo luogo dove fare aperitivo con i propri amici.

Inoltre Piazza Santo Stefano è un punto di ritrovo per gli studenti universitari della città. Lo sapevi che lUniversità di Bologna è la più antica del mondo occidentale?

Inoltre l’Università di Bologna gestisce e cura uno degli orti botanici più antichi d’Europa, scopri tutte le informazioni e gli orari di visita nel nostro articolo L’Orto botanico di Bologna: uno dei più antichi giardini d’Europa.  

Come riconosco la Basilica di Santo Stefano?

La Basilica di Santo Stefano è molto particolare e riconoscibile, sulla sua facciata possiamo guardare tre chiese ben allineate fra loro. La prima a partire da destra è la più grande e si chiama Chiesa del Crocifisso; la seconda, la più antica, è la Chiesa del Santo Sepolcro, e si distingue dalle altre per la sua forma poligonale. Infine, sulla sinistra abbiamo la Chiesa più piccola, dedicata ai Santi Vitale e Agricola.

Sul portone della Chiesa del Crocifisso vi è posta al centro una croce bianca con a fianco la scritta “Sancta Sanctorum” e una mano che simboleggia la parola creatrice di Dio. Sulla destra, infine, una scritta che testimonia la presenza di un tempio dedicato alla divinità egizia Iside.

Perché i bolognesi chiamano la Basilica di Santo Stefano “Sette Chiese”?

In origine questo luogo era l’unione di diversi edifici di epoca diversa che, costruiti in maniera molto ravvicinata tra loro, componevano il complesso delle “Sette Chiese”.

Durante la sua storia il complesso subì diverse trasformazioni, in parte dovute alle invasioni degli Ungari nel X secolo e in parte legate alle numerose ristrutturazioni. Infatti a partire dal X secolo la Basilica fu oggetto di numerosi restauri, che si susseguirono fino alla metà del novecento. In seguito a questi interventi, oggi sono presenti solo tre delle sette chiese che si affacciano sulla piazza: la chiesa del Crocifisso, del Santo Sepolcro e la chiesa dei Santi Vitale e Agricola.

Sapete invece chi è “Il Gigante” di Bologna? Per scoprirlo andate a leggere il nostro articolo sulla Fontana del Nettuno: uno dei segreti di Bologna.

Vista su Piazza Santo Stefano antica.
Fonte: Wikicommons

Perché la Basilica di Santo Stefano è considerata la “Santa Gerusalemme” di Bologna?

La Basilica di Santo Stefano viene paragonata alla città santa di Gerusalemme già dal IX secolo, grazie alla testimonianza del documento “Ecclesia Sancti Stephani quae dicitur sancta Jerusalem”.

Ma di chi furono le intenzioni di paragonare la Basilica di Santo Stefano alla città santa di Gerusalemme? Questa idea poteva essere solo di un personaggio come San Petronio, il patrono di Bologna. Fu proprio lui che durante la sua carica da vescovo decise che la Basilica di Santo Stefano e il complesso dovessero riprodurre la città di Gerusalemme. Secondo il progetto, via Santo Stefano avrebbe rappresentato la valle di Giosefat, San Giovanni in Monte il monte degli ulivi e via de Pepoli il fiume Ezechia.

Il complesso di San Giovanni in Monte, che rientrava nel progetto di San Petronio, per oltre 200 anni è stato il principale carcere all’interno delle mura della città di Bologna!

La chiesa del Crocifisso

Appena si entra nella Chiesa del Crocifisso, si trova una rappresentazione della Pietà in cartapesta policromatica composta da Angelo Pio. Sopra la scala che conduce al presbiterio si può vedere un bellissimo crocifisso creato da Simone de’ Crocifissi. Da qui si può scendere per la cripta dell’abate Martino, composta da cinque navate con colonne diverse le une dalle altre. La leggenda narra che la seconda colonna a partire da destra rappresenti l’esatta altezza di cristo, e che fu Petronio stesso a portarla a Bologna da Gerusalemme.

In fondo alle colonne si trovano anche i resti di S.Vitale e S.Agricola, successivamente traslati dall’abate Martino. Attualmente esistono altre reliquie dei santi ma sono collocate nella cripta della Cattedrale di San Pietro. Infine ai lati dell’altare, potrai notare due affreschi che rappresentano il martirio di Vitale e Agricola.

Vista frontale sulla Chiesa del Crocifisso del Complesso delle Sette Chiese
Fonte: Wikicommons

Cosa c’è all’interno della chiesa del Santo Sepolcro? 

La chiesa del Santo Sepolcro, è a pianta ottagonale e riproduce l’anastasis, ovvero, il luogo che a Gerusalemme custodiva il sepolcro di Cristo. Infatti al centro vi è una rappresentazione del santo Sepolcro di Gerusalemme; al di sotto di esso, fino al duemila, giacevano i resti di San Petronio, successivamente traslati nella Basilica di San Petronio.

Sono presenti anche dodici colonne che simboleggiano i dodici apostoli e le dodici tribù di Israele: sette di queste sono addirittura in marmo nero e si dice che potrebbero appartenere al vecchio tempio romano dedicato alla dea egizia Iside. Ma non solo, è presente una colonna nera più defilata dalle altre che simboleggia la flagellazione di Cristo: la leggenda vuole che farle visita garantisca 200 anni di indulgenze.

Chiesa del Santo Sepolcro, componente del Complesso delle Sette Chiese.
Fonte: Wikicommons

La chiesa dei Santi Vitale e Agricola

I Santi Vitale e Agricola furono due protomartiri, torturati fino alla morte per non avere rinnegato il loro Dio cristiano. Il primo era un servo e l’altro suo padrone; Agricola in particolar modo venne crocifisso.

La chiesa dei santi Vitale e Agricola è caratterizzata da tre navate antichissime, un solido tetto a capanna e numerosi mosaici di epoca romana. Nelle due absidi troviamo i sarcofagi vuoti di Vitale e Agricola: su di essi sono rappresentate figure inerenti alla tradizione cristiana, come il cervo, simbolo di cristianità e il pavone, simbolo di rigenerazione. Sulla parete di destra inoltre troviamo un crocifisso, forse lo stesso dove il Santo Agricola trascorse i suoi ultimi attimi di vita.

Perché il nome del cortile della Basilica di Santo Stefano si chiama “Pilato”

Non è noto il motivo per cui il cortile venga chiamato “Pilato”, ma esistono due teorie: la prima è che il cortile prenda il nome dalla vasca centrale chiamata Catino di Pilato, che in passato serviva ai longobardi come offertorio. La seconda ipotesi vuole che il nome faccia riferimento al “lithostrotos”, il luogo dove fu condannato Gesù.

Il cortile di Pilato è caratterizzato da un porticato in stile romano, che delimita il suo perimetro da nord a sud. Al di sotto di esso, al centro di una finestra, è presente “il gallo di San Pietro” risalente al XIV. Questo è un gallo di pietra, che ricorda l’episodio biblico del rinnegamento di San Pietro nei confronti di Gesù. Infine ai lati del cortile possiamo notare diverse cappelle, come la Cappella di Santa Giustina e la Cappella di Giacomo Francia.

Interno del complesso delle sette chiese, vista dal cortile di Pilato.
Fonte: Wikicommons

La bontà dei frati benedettini

Oltre alla bellezza del complesso delle “Sette Chiese” vi aspetta un luogo pieno di spiritualità con il chiostro dei frati benedettini. Famoso per la sua architettura e per la sua bellezza, vi troviamo delle colonne binate in marmo e dei capitelli romanici che rappresentano figure mostruose di animali e umani. La particolarità di questo posto è che i frati benedettini offrono vari prodotti del loro monastero ai turisti tra cui cioccolate, miele e un ottimo liquore fatto in casa! 

Successivamente dal chiostro si può accedere al Museo di Santo Stefano, dove sono esposte numerose opere bolognesi del trecento

Quando posso visitare la Basilica di Santo Stefano?

Tutti i giorni dalle 9 alle 19 (durante le attività liturgiche le visite turistiche potrebbero subire variazioni).

Quanto costa visitare la Basilica di Santo Stefano?

L’ingresso è a offerta libera.

Se sei curioso di conoscere la storia e le leggende intorno alle Due Torri, corri a leggere Le due torri di Bologna: il simbolo della città! Se invece vuoi approfondire la storia della Basilica della Madonna di San Luca, con i suoi portici, diventati parte del patrimonio dell’UNESCO, non perderti questo articolo!

Lo sapevi che Bologna oltre ad avere la piazza Sette Chiese è famosa in tutta Italia per i suoi Sette Segreti? Scopri nel nostro articolo le curiosità che la riguardano.

Bibliografia

  • Bianchini M., 101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita, Roma, Newton Compton Editori, 2009.
  • Borghi B., La Basilica di Santo Stefano Bologna. Un viaggio verso la terra santa, Bologna, Minerva edizioni, 2011.
  • Costa T., Poli M., Conoscere Bologna, Bologna, Editore Costa, 2004.
  • Touring Club Italiano, Bologna per scoprire e ricordare.

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