Alberto Belli

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L’Orto Botanico di Bologna: uno dei più antichi giardini d’Europa

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Lo sapevi che Bologna ospita uno dei più antichi giardini d’Europa? Stiamo parlando proprio dell’Orto Botanico di Ulisse Aldrovandi. Vieni a scoprire la sua storia!

L’Orto Botanico

L’Orto Botanico di Bologna nasce nel XVI secolo con una funzione prevalentemente didattica. Oggi è il quarto giardino più antico d’Europa, dopo quelli di Pisa, Padova e Firenze. 

La sua nascita si deve al botanico Luca Ghini, il primo a chiedere al Senato Bolognese la creazione di un giardino. Tuttavia, a causa delle ristrettezze economiche, la richiesta venne rifiutata.

Dunque fu Ulisse Aldrovandi a realizzare il progetto del suo maestro di botanica nel 1568. 

Inizialmente, l’Orto Botanico si trovava a Palazzo d’Accursio, ma a causa delle sue piccole dimensioni fu necessario rilocarlo. Venne dunque spostato prima presso la Biblioteca Salaborsa e in seguito nel Borghetto di San Giuliano (quartiere Santo Stefano) nel 1587.

A proposito del quartiere Santo Stefano, se vuoi conoscere la storia e le caratteristiche della Basilica di Santo Stefano, non ti resta che leggere il nostro articolo, e tutte le tue curiosità verranno soddisfatte! Al suo interno c’è anche la cripta di Santo Stefano che è visitabile! Inoltre accanto a Palazzo d’Accursio, sempre in Piazza Maggiore, un’altra importante Basilica che potrai notare, è la grande e iconica Basilica di San Petronio: scopri la sua storia del nostro articolo La Basilica di San Petronio a Bologna.

Ben presto però anche questa nuova sede si rivelò troppo piccola, dal momento che le conoscenze intorno al mondo delle piante e delle erbe aumentava sempre più. Fu così che l’Orto Botanico ritornò alla sua residenza iniziale.

Solo nel 1803 l’Università di Bologna acquistò un terreno in via Irnerio, tra Porta San Donato e Porta Mascarella, da dedicare alla costituzione dell’Orto Botanico. Ancora oggi è possibile visitarlo in questa sede. A proposito delle porte e delle cinte murarie della città, queste hanno una storia ultrasecolare, vieni a scoprirla nel nostro articolo Un viaggio alla scoperta delle mura di Bologna.

L’Orto Botanico non è sempre stato rigoglioso come lo si può ammirare ora: durante la seconda guerra mondiale venne abbandonato, divenendo un giardino incolto. Solo nel 1964, grazie a Felice Bertossi, direttore dell’erbario, l’Orto Botanico fu rimesso a nuovo. 

L’università di Bologna con la sua storia è connesso profondamente anche al quartiere ebraico della città! Scopri di più sulla sua realizzazione e sugli sviluppi recenti del ghetto, nel nostro articolo L’antico ghetto ebraico di Bologna: un viaggio attraverso di esso!

Un’altra sede dell’Università, altrettanto bella e storicamente interessante, è il complesso di San Giovanni in Monte. Vieni a scoprire tutte le sue rifunzionalizzazioni nel tempo!

La suddivisione del giardino

LOrto Botanico è costituito da una superficie di circa due ettari a forma rettangolare. 

L’ingresso è situato in via Irnerio 42. Una volta entrati, si trova subito il Giardino anteriore, dove si possono ammirare le piante arboree. Procedendo con il percorso si arriva al Giardino posteriore, dove si può ammirare il caratteristico bosco di latifoglie, una peculiarità di Bologna.

Proseguendo si incontrano le quattro serre dellOrto Botanico: quella delle piante succulente (piante grasse), quella tropicale e le due delle piante carnivore.

Ma non è finita qui! Nella seconda parte del giardino, si trovano l’Orto dei semplici, con piante medicinali, il bosco golenale (zona tipica della pianura emiliana), lo stagno e il giardino roccioso, che ospita diversi tipi di rocce. 

Infine troviamo il bosco: una ricostruzione dei boschi appenninici che si possono incontrare nelle zone collinari e montane dell’Emilia-Romagna.

L’erbario all’interno dell’Orto Botanico

Come abbiamo appena visto, l’Orto Botanico è un giardino immenso, ricco di vegetazione. Al suo interno è presente anche l’Erbario, una zona chiusa al pubblico e aperta solo per motivi di studio e ricerca.

La sua storia inizia nel 1551 circa, quando Ulisse Aldrovandi decise di osservare e studiare numerose specie vegetali. Grazie al suo grande lavoro, riuscì a creare quindici volumi rilegati comprendenti cinque mila campioni.

Oggi, grazie al lavoro svolto dal CLUEB di Bologna, è possibile osservare tutte le piante conservate all’interno dei volumi disponibili sul sito del Sistema Museale di Ateneo.

Pagina dell' erbario di Ulisse Aldrovandi, rappresentante due foglie  appartenenti al genere cucurbita
Fonte: SMA Unibo

Tra i tanti primati e riconoscimenti che la città può vantare, c’è anche la nomina da parte dell’UNESCO, di Bologna “città creativa della musica”. Vieni a leggere l’articolo, e troverai la storia della lunga tradizione musicale che caratterizza da sempre la città.

I percorsi all’interno dell’Orto Botanico

Per visitare e comprendere al meglio le piante che costituiscono l’Orto Botanico, l’Università di Bologna ha creato dei brevi percorsi per accompagnare i visitatori. 

Attualmente si può scegliere tra il percorso delle piante alimurgiche per gli adulti, e la caccia al tesoro per i più piccoli.

Le piante alimurgiche e il loro percorso nel giardino

Il percorso delle piante alimurgiche prevede l’osservazione di otto specie. Ma che cos’è una pianta alimurgica?

“Alimurgico” è un termine che si riferisce alle piante spontanee commestibili, mentre “alimurgia” è una parola composta da alimenta e urgentia, ed è la scienza che studia l’uso alimentare di queste piante.

In passato, ma ancora oggi, le piante alimurgiche venivano raccolte e usate in cucina per cercare di sopperire alla carenza di cibo.

Queste piante crescono nei campi ed è per questo che in città sono difficilmente reperibili. Ne esistono vari tipi, da quelle commestibili a quelle velenose.

Durante la passeggiata all’interno dell’Orto Botanico, si può vedere il cappero comune che cresce in anfratti rocciosi, su vecchi muri, su rupi marittime calcaree, da 0 a 1000 metri.

Si prosegue con la calendula, che nasce spontanea nei campi incolti e nei prati ghiaiosi e ruderali, da 0 a 600 metri.

Per non parlare dello spinacio selvatico, di solito osservabile presso le malghe, in luoghi incolti e concimati in montagna, da 500 a 2500 metri. Sempre in montagna troviamo il rabarbaro alpino.

Tornando in pianura, troviamo la vitalba che cresce nelle siepi, nei muri abbandonati, in luoghi selvatici e al margine di fiumi e canali. La borragine, invece, nasce in terreni concimati e ambienti ruderali umidi. 

Le ultime due specie che possiamo trovare nell’Orto Botanico sono il sambuco nero, tipico delle radure e dei margini dei boschi umidi e il pungitopo, che cresce in zone calde e soleggiate su terreni calcarei.

Finisce così il percorso delle piante alimurgiche, ottimo per chi vuole conoscere nuove specie.

Panoramica del bosco di sclerofille sempreverdi mediterranee.
Fonte: SMA Unibo

Il percorso nell’Orto Botanico per i più piccoli

L’Università di Bologna ha pensato anche ai più piccoli grazie a una caccia al tesoro!

Per partecipare è necessario un tablet o uno smartphone, un documento scaricabile dal sito dell’orto botanico e una penna.

I bambini, lungo il sentiero per visitare l’Orto Botanico, dovranno cercare il disegno di una ghianda con una lente, avvicinare lo smartphone e scannerizzare il QR code. A questo punto comparirà una scritta verde e solo la prima lettera della parola dovrà essere riportata nel pieghevole, nella tappa corrispondente a dove ci si trova.

Alla fine del percorso comparirà il nome di una pianta che si trova all’interno dell’Orto Botanico.

Ma non è finita qui! Una volta trovata la parola corri all’Infopoint: c’è una sorpresa che ti aspetta!

Se vuoi conoscere altre attività che la città organizza pensando ai più piccoli, leggi i nostri articoli sui Musei di Bologna, dove potrai trovare visite e sale ad hoc pensate per i bimbi. E se vuoi farli sperimentare con la cucina, Sfoglia Rina organizza corsi anche per loro! Scopri di più nell’articolo dedicato all’antica arte delle sfogline.

Quando posso visitare l’Orto Botanico?  

L’Orto Botanico è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 nel periodo dal 1 aprile al 30 settembre. Mentre dal 1 ottobre al 31 marzo le visite sono aperte dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 15. L’ingresso è gratuito!

E se dopo la visita presso l’orto botanico, iniziate a sentire una certa fame, la zona del Quarilatero, con le sue botteghe ed osterie, saprà di sicuro soddisfare il vostro palato! Leggi anche la nostra selezione delle migliori 5 osterie e trattorie della città!

Se vi piace stare all’aria aperta, non perdetevi il Santuario della Madonna di San Luca: luogo ricco di storia con una vista mozzafiato che non vi deluderà! Lo sapevate che il portico più lungo al mondo vi porterà proprio a San Luca? Per altre curiosità sui famosi portici di Bologna leggete il nostro articolo I portici di Bologna: Patrimonio Mondiale UNESCO.

Ti consigliamo anche di visitare alcuni dei simboli storici della città come La Cattedrale di San Pietro, Le Due Torri e la Fontana del Nettuno, anch’essa parte de Sette Segreti di Bologna. Vieni a scoprirli con noi!

Bibliografia 

  • Costa T., Bologna dalla A alla Z, Bologna, Costa Editore, 2011.
  • Foschi P., Poli M., La Sala Borsa di Bologna, Bologna, Editrice Compositori, 2004.
  • Savelli R., L’Orto Botanico di Bologna, Bologna, 1962.
  • Tovoli C., Giardini nel tempo. Dal mito alla storia, Bologna, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2015.

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