Alberto Belli

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CEO and Content Creator of Bologna-Experience

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Pasta fresca a Bologna: l’arte delle sfogline

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Bologna è la patria di tortellini, tagliatelle, lasagne e balanzoni. Scopri con noi l’arte della pasta fresca: la magica unione di uova e farina. Quali sono le sue origini? Dove assaggiarla e acquistarla? Che attività fare per conoscere meglio l’arte della sfoglia? Scopri con noi i locali che tramandano questa tradizione, e metti anche tu le mani in pasta!

Le origini della pasta fresca

La pasta è una scoperta molto antica: i primi indizi che abbiamo a riguardo risalgono addirittura al primo millennio a.C.

Già gli Etruschi conoscevano questo tipo di cucina, tanto che una tomba di Cerveteri contiene raffigurazioni di tutto l’occorrente per la pasta: spianatoia, mattarello, mestoli e persino lo sperone, ovvero la rotella per fare i bordi ondulati.

La tomba etrusca di Cerveteri

Chi sono le sfogline?

Da sempre le donne che preparano la sfoglia per l’intera famiglia vengono chiamate sfogline. La pasta fresca è la base di tutti i piatti della tradizione, e ha origini molto modeste. Infatti, le famiglie meno abbienti non potevano permettersi cibi costosi. Dunque, farina e uova erano gli unici ingredienti sempre presenti in tutte le abitazioni. Per questo motivo, fare la pasta in casa significava sia risparmiare sia nutrire tutti i familiari.

La fontana di farina e uova per realizzare la sfoglia

A giocare un ruolo fondamentale era dunque la fantasia delle sfogline: partendo da pochi ingredienti riuscivano sempre a variare i piatti che servivano a tavola. I più frequenti erano i tagliolini in brodo, le tagliatelle asciutte, gli gnocchi, i tortelloni, i maltagliati nella minestra di fagioli. Questi ultimi sono i ritagli della sfoglia: non si butta via niente e ciò denota proprio lo sfondo modesto da cui nasce la pasta fresca.

A Bologna e in Romagna esistono due parole che indicano la sfoglina di casa: queste sono rispettivamente zdaura e azdora. Sono termini dialettali che letteralmente significano “reggitrice”, proprio perché nella tradizione la donna era la capa della cucina. Era colei che, appunto, reggeva la famiglia intera facendola mangiare.

Conosci le sei famose donne che hanno segnato la storia di Bologna? Scopri la loro storia nel nostro articolo Le donne che hanno fatto la storia di Bologna.

Le lasagne

Non tutti sanno che le lasagne hanno un’origine molto antica. Infatti, già i Greci, i Romani e gli Etruschi si cibavano di una pietanza simile. Gli Ellenici la chiamavano laganon, mentre i Latini laganum, termine citato anche da Cicerone nei suoi scritti. Era una sorta di pane molto sottile, creato a partire da una poltiglia di semi. Solitamente veniva tagliato a strisce, condito con la carne e poi cotto al forno.

Il formaggio fu introdotto nella ricetta solo nel XIV secolo, nella Corte Angioina di Napoli. Nella stessa città, due secoli dopo, venne aggiunto il pomodoro. La sfoglia era ancora un impasto lievitato: per quella all’uovo occorrono ancora parecchi anni. Tuttavia, a partire dal Medioevo non era più cotta al forno ma veniva invece lessata.

La lasagna oggi

La lasagna a strati che oggi conosciamo tutti venne inventata dal bolognese Francesco Zambrini nel 1863. In quell’anno egli pubblicò Il libro della cucina del sec. XIV, che lanciava per la prima volta la lasagna stratificata.

È solo nel 1935, con Paolo Monelli, che la lasagna alla bolognese ottiene grande successo e riconoscimento nazionale. Infatti, egli in quell’anno pubblicò Il ghiottone errante, in cui la ricetta prevede per la prima volta la sfoglia agli spinaci.

Dunque se vi recate a Bologna e ordinate le lasagne, gusterete un piatto composto da almeno sei strati di sfoglia verde, alternati a ragù e besciamella.

La ricetta originale e tradizionale è stata depositata nel 2003 dalla Camera di Commercio di Bologna. Vi basterà preparare della besciamella e un buon ragù alla bolognese, con sedano, carota e cipolla, macinato, pancetta, vino bianco e pomodoro. Poi, stendete i rettangoli di sfoglia verde e cuoceteli in acqua bollente e salata. Metteteli dunque in acqua fredda per interrompere la cottura. E ora, non vi resta che imburrare la teglia e comporre gli strati! Cospargete con abbondante parmigiano grattugiato e lasciate cuocere in forno per una quarantina di minuti. Sfornate, ed ecco pronto il vostro gustoso pranzo della domenica!

Le tagliatelle

Anche le origini delle tagliatelle sono incerte. Tuttavia, è probabile che derivino anch’esse dalle lagane romane.

Secondo la leggenda, le tagliatelle sono state inventate a fine Quattrocento dal bolognese Mastro Zefirano, il cuoco della famiglia Bentivoglio. Infatti, in occasione del passaggio a Bologna di Lucrezia Borgia, Mastro Zefirano inventò le tagliatelle, ispirandosi proprio ai lunghi capelli biondi della fanciulla. Pochi giorni dopo, questa si recò a Ferrara per sposare il Duca Alfonso d’Este.

Il primo scritto in cui compare questo formato di pasta risale al secolo successivo. Il cuoco Cristoforo di Messisbugo, impiegato nella Corte estense di Ferrara, in un trattato scrisse lasagnuolle overo tagliatelle tirate.

Come sono fatte le tagliatelle?

È molto semplice, basta realizzare la sfoglia con uova e farina. Dopo averla fatta riposare per almeno una mezz’oretta, la si stende fino a che non raggiunge lo spessore di un millimetro. Infine, la si arrotola su se stessa e si ritagliano delle fettine larghe circa 6-8 millimetri. Poi le si srotola e si creano i nidi.

Tagliatelle in nidi

Da tradizione, il condimento che si sposa perfettamente con le tagliatelle è il ragù. Nonostante questo sugo venga abitualmente associato alla città di Bologna, sono in pochi a sapere che questa parola in realtà deriva dal francese. Infatti, in origine la parola era ragoût: un derivato di goût, che letteralmente significa “risvegliare il gusto”, dunque l’appetito.

I tortellini

Questo formato di pasta ripiena ha una storia molto antica. Infatti, già nel Medioevo, nel 1112, i monaci menzionano nei loro scritti i cosiddetti tortelli. La pergamena riporta la scritta Tertia pars tortellorum monachorum est. La ricetta era ancora molto diversa da quella di oggi, tuttavia possiamo considerare questi tortelli degli antenati dei tortellini.

Due secoli dopo, nel Trecento, anche Boccaccio in una novella del Decameron parla di questo formato di pasta ripiena. Tuttavia, la prima volta che compare scritta la parola tortellino è nel 1708. I monaci di San Michele in Bosco parlano della minestra di tortellini come portata del menù natalizio. Infatti, dato il ripieno di carne, era un piatto molto costoso. Per questo, quasi tutti i cittadini potevano permetterseli solo durante le festività. L’unica eccezione erano i nobili, che li compravano spesso al mercato di Piazza Maggiore.

Tortellini in brodo

I tortellini in tempi moderni

Modena e Bologna per anni hanno rivendicato l’invenzione di questa prelibatezza, e tuttora esistono due correnti di pensiero. Tuttavia, a fine Ottocento, l’intellettuale Giuseppe Ceri sancì Castelfranco Emilia come luogo ufficiale di nascita del tortellino. Non a caso si trova esattamente a metà tra le due città. E ancora oggi, ogni anno, si celebra la Sagra del Tortellino Tradizionale.

Un punto di svolta nella storia del tortellino fu grazie a Luigi e Oreste Bertagni. A Bologna, i due fratelli avevano una bottega in cui vendevano pasta all’uovo, farina, oli, liquori e questo genere di alimentari. Nel 1889 decisero di presentarsi all’Esposizione Universale di Parigi, portando i tortellini in scatola. La novità dei fratelli Bertagni riscosse un enorme successo, tanto che i due si aggiudicarono la medaglia di bronzo.

Tortellini in scatola dei fratelli Bertagni

Leggenda narra che la forma del tortellino imiti quella dell’ombelico. Si dice che l’inventore fosse l’oste di una locanda. Un giorno, egli avrebbe visto attraverso la serratura di una porta una donna bellissima, e decise di renderle omaggio. Come? Creando questo nuovo formato di pasta ripiena, dalla grandezza e forma simili all’ombelico.

La Dotta Confraternita del Tortellino ha selezionato la ricetta di una signora bolognese come ufficiale. Questa prevede la sfoglia realizzata con sole uova e farina, il ripieno composto da lombo rosolato nel burro, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, noce moscata e uova, e come condimento il brodo di cappone.

I tortellini bugiardi

Come abbiamo già detto, le famiglie potevano permettersi la sfoglia, ma non sempre accadeva lo stesso per il ripieno, anzi. Dunque le zdaure bolognesi escogitarono un trucchetto: chiudevano la sfoglia in modo tridimensionale, ma senza metterci il ripieno. Ecco i tortellini bugiardi!

Questi venivano realizzati in diverse occasioni, per esempio, quando i preti andavano a mangiare nelle case. I tortellini bugiardi consentivano alle sfogline di realizzare un piatto costoso alla vista, ma economico da farsi. Nella bella stagione, le donne facevano la sfoglia all’aperto, in strada. Siccome non volevano far vedere ai vicini che non potevano permettersi la carne, facevano i tortellini bugiardi, per dare l’illusione di non essere poveri.

I balanzoni

I balanzoni sono un tipo di pasta ripiena poco conosciuto, eppure anch’essi fanno parte della tradizione.

Nascono per recuperare gli avanzi del ripieno dei tortellini, ma oggi tipicamente vengono farciti con ricotta, mortadella e spinaci. Si chiudono come i tortellini, ma sono un po’ più grandi. In più, sono realizzati con la sfoglia verde agli spinaci, anziché con quella classica di sole uova e farina. In origine, i balanzoni venivano mangiati nel periodo di Carnevale, e per questo venivano anche chiamati “tortelli matti”.

Successivamente si decise di attribuire a questo formato di pasta il nome della maschera bolognese della Commedia dell’Arte. Infatti, il Dottor Balanzone è un giurista, buffo ma saggio. Egli è molto socievole, e parla con uno spiccato accento bolognese. Rappresenta in chiave satirica e caricaturale gli uomini di legge. Il suo nome deriva dalla storpiatura della parola “bilancia”, simbolo della Giustizia per eccellenza.

Dove mangiare la migliore pasta fresca a Bologna?

Sono tanti i ristoranti che servono pasta fresca a Bologna. In generale, consigliamo tutte le trattorie perché sono una garanzia. Immerse in un’atmosfera casalinga, queste servono sempre pasta fresca di alta qualità, come quella fatta in casa dalla nonna. Dunque, per mangiare i tortellini a Bologna consultate questa guida!

Sfoglia Rina

Originariamente era una piccola bottega nella periferia di Casalecchio di Reno, in cui la signora Rina de Franceschi tirava la pasta fresca. Dopo quasi quarant’anni di attività, il nipote Lorenzo decide di spostare la sede nel centro di Casalecchio, in un ambiente più grande in cui gustare anche i piatti di sfoglia. Dato il successo immediato, nel 2015 Sfoglia Rina apre anche a Bologna, in via Castiglione 5/b, conquistando ancora più palati.

Sfoglia Rina offre sia piatti più tradizionali, sempre presenti nel menù, sia pietanze più innovative, che variano ogni settimana.

I locali sono molto accoglienti e creano un’atmosfera intima. Il cliente percepisce un clima autentico e casalingo, grazie a piccoli accorgimenti che rendono particolare l’esperienza in questo ristorante. Per esempio, ciascun tavolo compila la propria ordinazione su una specie di taccuino incastonato in un piccolo tagliere di legno.

Non accettano prenotazioni ma sono molto veloci nel servizio. Se volete mangiarvi un buon piatto di pasta fresca a Bologna centro non vi basta che andare da Sfoglia Rina! Per ulteriori informazioni potete consultare il sito di Sfoglia Rina.

Bottega Portici

L’auto-dichiarato high quality italian food è un progetto gastronomico di street food moderno. Il suo obiettivo è promuovere il cibo da asporto di alta qualità, 100% made in Italy. I piatti che Bottega Portici offre sono al contempo pratici, genuini e appetitosi. Dunque, se volete prendervi un piatto di tortellini da asporto a Bologna, Bottega Portici è il posto che fa al caso vostro!

Il nome Bottega Portici rimanda chiaramente alla città di Bologna, e dunque alla loro specialità gastronomica: la pasta fresca. Lo sapevi che i portici di Bologna sono Patrimonio Mondiale UNESCO? Scopri di più leggendo il nostro articolo!

Tuttavia, non c’è solo la sfoglia: il moderno street food offre anche i tradizionali sapori della pasticceria e gli aromi più raffinati della caffetteria italiana. Infatti, Bottega Portici collabora col maestro torrefattore Manuel Terzi.

Tra il 2013 e il 2017, Bottega Portici ha aperto ben due punti vendita nel centro di Bologna: il primo in via Indipendenza 69, e il secondo sotto alle Due Torri, in Piazza di Porta Ravegnana, e alle porte dell’antico ghetto ebraico della città. Quest’ultimo ha sede a Palazzo Bega, dove è possibile gustarsi un piatto di tortellini fatti a mano godendosi la vista delle Due Torri sulla terrazza. L’altro ristorante, invece, è nella via dei negozi. Per cui, se siete a Bologna a fare shopping e vi viene un languorino, potete andare in questo punto vendita: si trova a metà strada tra la Cattedrale di San Pietro e il Parco della Montagnola.

Da Cesari

Se cercate un ristorante più casalingo, ma soprattutto più tranquillo, dovete provare Da Cesari. Si trova in centro, in via de’ Carbonesi 8, a meno di cinque minuti a piedi dalla Basilica di San Petronio, dalla vicina Biblioteca Salaborsa e dalla Fontana del Nettuno, che tra l’altro fa parte di uno dei sette segreti di Bologna. Vieni a scoprirli nel nostro articolo Un viaggio tra i Sette Segreti di Bologna.

Lo sapevi che un tempo la Biblitoteca Salaborsa ospitava l’antico orto botanico della città? Oggi si trova in via Irnerio 42, ed è una delle sedi dell’Università di Bologna! E se vuoi scoprire altre curiosità sull’Università di Bologna e le sue sedi, non perderti la storia del complesso di San Giovanni in Monte!

Interno del ristorante Da Cesari
Fonte: Da Cesari

Questo ristorante è perfetto per chi vuole godersi un pranzo o una cena all’insegna della tradizione bolognese, allontanandovi dalle zone più turistiche.

Da Cesari vanta una storia piuttosto lunga: nasce come osteria e rivendita di vini nei primi del Novecento.

Il ristorante è suddiviso in due sale e tiene fino a 100 coperti. Per questo motivo, è consigliabile prenotare.

Da Cesari è aperto tutti i giorni tranne la domenica. Il menù e la carta dei vini sono consultabili sul sito del ristorante.

Trattoria Casa Mia

Sempre non molto lontana dal centro storico, la Trattoria Casa Mia offre esperienze paragonabili a quelle a casa della nonna. Il ristorante si trova in via Saragozza 91/b, appena fuori dalle mura, nel primo tratto dei portici che conducono alla Basilica di San Luca.

La Trattoria Casa Mia serve piatti di altissima qualità e porzioni abbondanti. Il personale è sempre molto gentile e disponibile e i tempi di attesa sono minimi. Tuttavia, nonostante il locale sia molto curato, i tavoli sono pochi. Fortunatamente però, durante la bella stagione il numero di coperti aumenta, grazie allo spazio esterno.

Consigliamo di prenotare per mangiare le delizie autentiche di questo ristorantino.

Le crescentine della Trattoria Casa Mia di Bologna

Vuoi scoprire altri posti in cui mangiare nella Dotta? Puoi provare anche l’Osteria dell’Orsa e il Ristorante I Carracci. Oppure, leggi il nostro articolo Le cinque migliori Trattorie e Osterie a Bologna: dal Quattrocento a oggi.

Dove si compra la migliore pasta fresca a Bologna?

Sono tantissimi i negozi che vendono pasta fresca a Bologna, sia nel centro che fuori dalle mura. Quindi, se la domanda ‘dove acquistare i tortellini a Bologna?’ vi tormenta, non preoccupatevi! Noi ve ne segnaliamo alcuni, ma tutti realizzano pasta secondo la tradizione.

Atti

La Ditta Paolo Atti & Figli rappresenta da oltre 150 anni l’autenticità culturale e gastronomica. Il negozio ha conservato gli arredi originali, tipici delle botteghe, facendo vivere ai clienti un’esperienza immersa nel passato.

I tortellini di Atti
Fonte: Atti

Atti ha due punti vendita molto vicini tra loro, perché un tempo erano uniti e costituivano il grande laboratorio di produzione. Si trovano in via Caprarie 7 e in via Drapperie 6, a un minuto di cammino l’uno dall’altro. Per darvi un’idea, sono vicine alle Sette Chiese.

Lo sapevi che la Basilica di Santo Stefano ospita una delle cripte più belle della città? Scopri tutte le altre nell’articolo: Bologna sotterranea: un viaggio nelle quattro cripte.

L’antica bottega si occupa della cosiddetta ‘arte bianca’: pasticceria, forno e pasta fresca. Tra i prodotti più tradizionali, abbiamo i tortellini e il certosino, detto anche panspzièl. È un dolce tipico natalizio a base di miele, cioccolato, frutta secca e canditi. Il certosino è la specialità del bar Billi, che si trova vicino al cimitero della Certosa.

Insomma, se visitate Bologna il giro da Atti è d’obbligo! Avrete occasione di vedere un luogo tradizionale, che realizza in maniera autentica i cibi tipici della cucina bolognese

Mercato del Quadrilatero

Se invece volete passeggiare per il centro nei vicoletti stretti e pittoreschi, il Mercato del Quadrilatero è ciò che fa al caso vostro!

Accanto ad Atti, infatti, vi sono delle viuzze strette che sin dal medioevo ospitano il mercato. È infatti qui che le attività artigianali della città vendevano i loro prodotti. Attualmente, il Mercato del Quadrilatero è molto incentrato sul cibo: ci sono negozietti e bancarelle che vendono dal pesce, ai salumi, alla pasta fresca e prodotti caseari.

Lo sapevi che il Mercato del Quadrilatero un tempo coincideva con la Cerchia di Selenite, la cinta muraria che collegava due porte, porta Ravegnana e porta Stiera. Vieni a scoprire la storia delle antiche mura della città nel nostro articolo: Un viaggio alla scoperta delle mura di Bologna.

I tortellini esposti al Mercato del Quadrilatero

Anche qui, ci sono dei piccoli locali che mostrano la loro pasta fatta a mano: tortellini, tagliatelle, balanzoni, ravioli, e chi più ne ha più ne metta.

Se volete riposarvi e godervi un buon aperitivo con del buon vino, salumi e focacce, siete nel posto giusto: le gastronomie del mercato vi serviranno prodotti di alta qualità. Se siete curiosi di scoprire altri posti in cui fare aperitivo, leggete anche il nostro articolo Bologna da bere.

La Spiga Amica

Celiaci, non temete! A Bologna potrete mangiare e acquistare anche la pasta fresca senza glutine.

Infatti, il negozio La Spiga Amica vende prodotti per intolleranti al glutine. Si trova poco fuori dalle mura, in via Francesco Petrarca 13/2G. Non realizzano solamente la sfoglia, ma fanno anche pane, pizza e dolci.

Dunque, se dopo aver visitato il centro di Bologna volete fare un giro a San Michele in Bosco, vi consigliamo vivamente di fare una piccola deviazione e di passare da La Spiga Amica.

Sfoglia Rina

Ebbene sì, Sfoglia Rina non è solo un ristorante in cui gustare piatti di sfoglia, ma è anche un negozio in cui acquistare pasta fresca!

Sia nella sede di Bologna che in quella di Casalecchio, potrete comprare sia le pietanze più tradizionali, come tortellini e lasagne, sia quelle più particolari, come i tortelloni di bufala. Ovviamente, oltre alla pasta, è possibile acquistare anche condimenti e dolci.

Bottega Portici

Una delle unicità di Bottega Portici è la possibilità di ammirare le sfogline all’opera. Ciò risponde ai loro valori, in particolare al desiderio di promuovere una cucina di qualità. E quale modo migliore se non mostrare come vengono realizzati i piatti?

Naturalmente, oltre ad ammirare l’arte della sfoglia è anche possibile acquistarla, per gustarla a casa propria assieme ad amici o parenti.

In aggiunta, Bottega Portici ha anche la sezione del food market, in cui sono esposti prodotti di alta qualità della cucina tradizionale italiana.

Vecchia Scuola Bolognese

Infine non potevamo non parlarvi della Vecchia Scuola Bolognese di Alessandra Spisni. In via del Partigiano 7, la zdaura bolognese per eccellenza ha fondato nel 2017 l’Associazione delle sfogline. Se pensate di avere già sentito il suo nome, è probabile che l’abbiate vista alla Prova del Cuoco assieme ad Antonella Clerici.

La Vecchia Scuola Bolognese promuove la cultura del cibo, e si propone come punto di incontro della gastronomia della città, con particolare attenzione alla sfoglia artigianale.

Qui è possibile acquistare prodotti bolognesi di tutti i tipi: dalla mostarda, alla pasta fresca, ai dolci della tradizione. E non finisce qui, perché la Vecchia Scuola Bolognese vende anche tutti gli accessori necessari per realizzare la sfoglia. Spianatoie, mattarelli, grembiuli, rotelle tagliapasta, libri di cucina… sono tutti acquistabili da Alessandra Spisni.

In più, su prenotazione, la Vecchia Scuola Bolognese offre anche delle degustazioni dei piatti della tradizione.

Dove fare un corso di pasta fresca a Bologna?

Ora che sai tutto sulla sfoglia non ti resta che mettere le mani in pasta! I tre posti che consigliamo per cimentarsi in questa meravigliosa arte li abbiamo già descritti. Ciascuno offre corsi distinti, per cui ti consigliamo di leggerli tutti per scegliere quello più adatto alle tue esigenze.

Sfoglia Rina

Sia per i grandi che per i piccini, Sfoglia Rina organizza corsi sulla pasta fresca!

Per gli adulti, nella sede di Casalecchio ogni mercoledì si tengono lezioni per i più curiosi e appassionati di cucina. Se hanno già una base nella preparazione della pasta fresca, meglio, ma non è un requisito fondamentale.

Le lezioni, della durata di circa un’ora e mezza, sono cinque:

  • impasto della sfoglia
  • balanzoni
  • tortelli vegani
  • pasta non ripiena
  • lasagna

Si può acquistare sia il pacchetto comprensivo di tutte, sia una singola lezione.

Sfoglia Rina è pronta anche a insegnare ai più piccoli! Quindi, se avete figli dai sei ai dodici anni, i laboratori di pasta fresca potrebbero essere un’ottima attività da provare.

Da ottobre a dicembre, il sabato pomeriggio, il ristorante propone un percorso ludico, in cui ogni tappa affronta un nuovo passaggio dell’apprendimento dell’arte della pasta all’uovo. Le lezioni si tengono sempre nella sede di Casalecchio di Reno, e hanno una durata di un’ora e mezza. Le sette tappe del percorso sono:

  • tortelli di zucca
  • balanzoni
  • tagliatelle e maccheroni di farina di castagne per San Martino
  • tortellini
  • gnocchi e passatelli
  • lasagne
  • tortellini dolci

Anche per i più piccoli è possibile acquistare una singola lezione, un pacchetto da tre, oppure l’intero corso. Portando un fratello o un amico si potrà fruire di uno sconto.

Tutte le informazioni, per adulti e bambini sono disponibili nella sezione dedicata di Sfoglia Rina.

Bottega Portici

I Portici Academy insegnano a fare la sfoglia e tanto altro ancora! Infatti, seguendo sempre i valori di prodotti genuini e di qualità, organizzano anche tanti corsi che toccano tutta la gastronomia, italiana e non.

Assieme ai professionisti del settore da Bottega Portici ci si può cimentare a cucinare davvero di tutto! I corsi si tengono nella sede accanto alle Due Torri.

Ecco alcuni esempi di corsi molto interessanti: pizza in teglia, pane con lievito madre, pasta brisée, pasta frolla per dolci, e ovviamente, tutti i formati di sfoglia, colorata e non. E non è tutto, perché Bottega Portici offre anche la possibilità di realizzare dei menù, gourmet o per le feste, assieme allo Chef stellato Gianluca Renzi.

In aggiunta, per gli amanti delle altre cucine ci sono corsi sui piatti thailandesi, sul ramen, sul sushi, oppure sul tè e i dolci giapponesi.

Ma non finisce qui, perché Bottega Portici organizza anche corsi sulle bevande: birra artigianale e degustazione di vini. In più, offre gratuitamente esperienze di analisi sensoriale del caffè e lezioni su come realizzare a casa il cappuccino perfetto.

Insomma, se volete approfondire diversi piatti, italiani e non, vi consigliamo vivamente di dare un’occhiata al programma della Portici Academy!

Vecchia Scuola Bolognese

Se invece volete imparare i segreti che si celano dietro ai piatti della tradizione bolognese, dovete andare da Alessandra Spisni. La Vecchia Scuola Bolognese, infatti, organizza corsi sulle crescentine, sugli gnocchi e, naturalmente, sulla sfoglia.

Se è la prima volta che mettete le mani in pasta, vi consigliamo di iniziare da un corso sulla sfoglia. Poi, quando avrete imparato le basi dell’impasto, potrete frequentare corsi incentrati sui vari formati: tagliatelle, balanzoni, tortellini, lasagne e gli smeraldini! Questi ultimi sono un formato di pasta ripiena inventato dalla Spisni stessa: dei tortellini un po’ più grandi, realizzati in sfoglia verde e conditi alla panna.

Smeraldini di Alessandra Spisni
Fonte: VSB

Per vedere tutti i corsi disponibili, consultate l’apposita sezione sul sito di VSB Bologna.

Se invece volete cimentarvi a casa, sul sito di Alessandra Spisni sono scritte tantissime ricette, di piatti bolognesi e non, sia salati che dolci.

Avete l’imbarazzo della scelta? Per scoprire a pieno l’arte della sfoglia, vi consigliamo di visitare Bologna per alcuni giorni. Se cercate un soggiorno, vi segnaliamo Ghisiliera B&B. Inoltre per i clienti del B&B si possono organizzare anche lezioni private sulla sfoglia. La struttura è dotata di tutti gli strumenti di lavoro necessari per farvi mettere le mani in pasta e divertirvi con esperti del settore!

Bologna è una città attraversata da molte tradizioni; tra queste c’è la musica che ha sempre caratterizzato la storia bolognese, attraverso i molti artisti e istituzioni che sono state ospitate dalla città. Scopri di più nell’articolo Bologna: città della musica.

Bibliografia

  • Cesari L., Storia della pasta in dieci piatti: dai tortellini alla carbonara, Milano, Il Saggiatore, 2021.
  • Passeri R., Storia della gastronomia bolognese dell’ottocento, Bologna, Barghigiani, 1983.
  • Varni, A., Lungo un nastro di sfoglia: personalissimo viaggio dell’Emilia-Romagna della pasta ripiena e dei brodi, Bologna, BUP, 2015.

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Il Cimitero della Certosa di Bologna costituisce sotto molti aspetti un unicum nell’orizzonte delle necropoli moderne dell’Occidente. Questo cimitero fu aperto nel