Alberto Belli

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I portici di Bologna: Patrimonio Mondiale UNESCO

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Lo sapevi che i portici di Bologna sono diventati Patrimonio Mondiale UNESCO? Scopri con noi la loro storia e le loro caratteristiche!

La storia dei portici

Durante il Medioevo, in seguito a un marcato incremento della popolazione, dovuto anche allo sviluppo e all’affermazione dell’Università di Bologna, iniziano a diventare necessari maggiori spazi urbani. Da qui nasce l’idea di ampliare i piani alti degli edifici, costruendo balconi in legno, appoggiati sulle travi che sostenevano l’intero peso dell’edificio. Si crearono così i portici di Bologna.

Nel XI secolo il Comune di Bologna definì l’obbligo di costruire i portici per ogni nuova abitazione: quelle già esistenti dovevano provvedere ad aggiungerli. Chi non lo avrebbe fatto, avrebbe dovuto pagare una tassa in più. Questa volta, però, dovevano essere fatti in muratura: la decisione fu presa per evitare il divampare di incendi inaspettati. Nonostante ciò, alcuni portici rimasero in legno: tra questi ricordiamo quelli nei pressi di Corte Isolani E proprio all’ingresso di Corte Isolani si trova uno dei Sette Segreti della città. Vieni a conoscerli tutti insieme a noi, senza dimenticarti del segreto legato alla Statua del Nettuno: unico e memorabile nel suo genere!

I portici di Bologna diventarono così luogo di incontro, scambio, commercio e sede di laboratori degli artigiani. 

Oggi l’Università di Bologna ha molteplici sedi dislocate tra i palazzi storici della città: tra questi c’è il complesso di San Giovanni in Monte, che ha una storia davvero particolare. Vieni a scoprire tutte le sue trasformazioni! Inoltre L’università di Bologna può vantare anche di aver avuto la prima donna ad insegnare in facoltà: stiamo parlando di Bettisia Gozzadini! Vieni a conoscere la sua storia e quella di altre importanti donne che hanno fatto la storia della città!

Vista sui portici di Bologna antica.
Fonte: WikiCommons

Alcune regole da seguire

C’erano alcune regole da rispettare per la costruzione dei portici: l’altezza doveva essere di almeno 7 piedi (2,66 metri) per permettere il passaggio di un uomo a cavallo. Inoltre l’uso era considerato come pubblico, anche se erano stati costruiti in spazi privati. Questo comportava che il mantenimento era a carico dei cittadini. Un’altra regola che riguardava i portici era che i banchi di questi commercianti non dovevano occuparne completamente il passaggio, in modo tale da non ostruire la strada ai passanti.

Alcune famiglie nobili, per distinguersi, decisero di seguire la “moda romana” e chiesero di poter costruire palazzi senza portici. È per questo motivo che, ad esempio, Palazzo Bentivoglio e Palazzo Fantuzzi, non hanno i portici. 

Durante il periodo barocco del Seicento furono costruiti portici che permettevano di raggiungere le “mete campagnole”. Tra questi ricordiamo ad esempio il portico degli Alemanni, da cui prende il nome l’omonimo Teatro degli Alemanni, costruito in collegamento ad una chiesa che si trovava a quasi un chilometro dalle mura, ora chiamata Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni. Se sei interessato alla storia delle mura di Bologna non perdere l’articolo Un viaggio alla scoperta delle mura di Bologna. 

Portici medievali e portici rinascimentali

A Bologna si possono ammirare diversi stili di portici: quelli medievali e quelli rinascimentali. 

I primi è possibile notarli a Casa Isolani, in Strada Maggiore. Sono in stile romanico-gotico, con le travi in legno di quercia e furono costruiti intorno al 1250 circa, metà XIII secolo. 

Per quanto riguarda il periodo rinascimentale di Bologna, che inizia all’incirca da metà XV secolo, sono rimasti alcuni portici, più precisamente il portico laterale della Basilica di San Giacomo Maggiore, in via Zamboni e quello di Palazzo Bolognini-Isolani. Anche in Piazza Santo Stefano, dove si trova la Basilica di Santo Stefano, è possibile cogliere le decorazioni con motivi floreali delle arcate del Palazzo del Podestà. È importante non tralasciare anche il Portico del Pavaglione: questo è una lunga loggia, che si estenda da Via De’ Musei fino a Via Farini.

Passeggiando sotto i portici, in Via Indipendenza non potrete notare la stupenda Cattedrale di San Pietro: luogo di spiritualità e unione per la città. Scoprila con noi!

Lo sapevi che per lungo tempo si è pensato che la prima Cattedrale di Bologna fosse la chiesa dei Santi Aborre e Felice, in quanto in questa si trova la cripta di San Zama, dove sono sepolti i primi vescovi della città. Vieni a scoprire tutte le principali cripte conservate in città!

Scatto tra i portici di Bologna.
Fonte: WikiCommons

I portici di Bologna: Patrimonio Mondiale UNESCO

Bologna è nota per essere la città dei portici, proprio perché con la loro presenza sono diventati un simbolo per la città. Inoltre i portici bolognesi hanno anche raggiunto un record: per una lunghezza di circa 37 km, rappresentano i portici più lunghi d’Itala e del mondo.

Dopo numerose selezioni, nel giugno 2021, i portici di Bologna sono diventati ufficialmente parte del Patrimonio Mondiale UNESCO: un grande traguardo per la città e l’orgoglio bolognese.

I portici non solo gli unici riconoscimenti conseguiti dalla città di Bologna: infatti nel 2006, sempre da parte dell’UNESCO, Bologna è stata riconosciuta anche come Città creativa della Musica.

I primati dei portici di Bologna

I portici di Bologna hanno acquistato vari primati: il portico più largo, quello più stretto, il portico più alto, il più lungo e quello più antico. Scopriamoli insieme!

Il primato per il portico più largo lo detiene il portico in Strada Maggiore, più precisamente quello della Basilica di Santa Maria dei Servi, basilica cattolica romana del 1346. Al contrario, il portico più stretto lo possiamo vedere in via Senzanome, nel quartiere Saragozza. È largo appena 95 centimetri. Se ti piace passeggiare per le stradine più antiche del centro, allora non puoi perderti il ghetto ebraico! Scopri di più nel nostro articolo Un viaggio nell’antico ghetto ebraico di Bologna. Il portico più alto invece, è quello del Palazzo dell’Arcidiocesi di Bologna sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Si trova in via Altabella e sfiora i dieci metri d’altezza. 

Lo sapevi che la Torre degli Asinelli è la torre più alta a Bologna nonché parte di uno dei Sette Segreti? Corri a leggere la sua storia nel nostro articolo sulle Due Torri di Bologna.

Il portico più lungo è il portico di San Luca, lungo ben 3.796 metri. Se vuoi conoscere altre curiosità sul portico di San Luca, leggi il nostro articolo Il Santuario della Madonna di San Luca a Bologna: tra sacro e leggenda. Infine, il portico più antico è il portico degli Alemanni. È situato fuori dalle mura di Bologna ed è stato costruito tra il 1619 e il 1631. Quest’ultimo collega la chiesa di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni con Porta Maggiore. 

Portici e scalinata che portano al Santuario della Madonna di San Luca.
Fonte: Flickr

Il portico dei Servi: un portico speciale 

Il portico dei Servi, che circonda la famosa Basilica di Santa Maria dei Servi, nasconde una curiosità interessante. Questo portico non è come gli altri: nel periodo di Natale, infatti, ospita l’amatissima Fiera di Santa Lucia, dove si può passeggiare tra bancarelle di ogni tipo. Dai dolci agli addobbi natalizi, tale fiera è una tappa fissa per chi si trova a Bologna durante le feste. 

La tradizione della Fiera di Santa Lucia affonda le sue radici nel XVI secolo, quando durante le funzioni in onore di Santa Lucia, iniziarono a formarsi piccole bancarelle che vendevano icone religiose proprio sul sagrato della Basilica. Da questo momento prese avvio la tradizionale fiera, che si ripete ogni anno nello stesso periodo.

La conoscete la differenza tra Basilica, Duomo e Cattedrale? Non vi preoccupate, ve la spieghiamo noi nell’articolo sulla Basilica di San Petronio.

Vista sul chiostro interno dei Portici dei Servi.
Fonte: WikiCommons

Abbiamo visto come i portici di Bologna sono una caratteristica che rende questa città unica nel suo genere. Oltre alla funzione pratica di allargamento dei piani superiori delle abitazioni, la loro rilevanza artistica è stata tale da candidarli e farli riconoscere come parte del patrimonio mondiale UNESCO.

Se vuoi approfondire ancora di più la storia dei portici, visita la Biblioteca Salaborsa: simbolo di cultura e storia di Bologna. Questa un tempo è stata anche la sede dell’Orto Botanico della città, che oggi vede la sua sede in Via Irnerio 42. Scopri la sua storia!

Tra i lunghi portici si trovano varie osterie e trattorie, in cui poterti ristorare, gustando deliziosi piatti della tradizione bolognese, come tortellini e lasagne realizzate tutti i giorni a mano dalle sfogline della città! Vieni a scoprire le cinque migliori Osterie e Trattorie di Bologna! Se invece siete più da aperitivo, leggete l’articolo Bologna da bere oppure fate un giro al Mercato del Quadrilatero!

Bibliografia

  • Bernabei G., I portici di Bologna, Bologna, Santarini, 1992.
  • Bocchi F., Bologna e i suoi supporti, Bologna, Grafis Edizioni, 1997.
  • Costa T., Bologna dalla A alla Z, Bologna, Costa Editore, 2011.
  • Degli Esposti C., Il santuario della Madonna di San Luca e il suo portico, Bologna, Persiani editore, 2012.

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