Alberto Belli

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CEO and Content Creator of Bologna-Experience

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Bologna: città della musica

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Bologna è una città molto legata alla musica, grazie agli artisti che vi hanno vissuto, alle istituzioni e le collezioni che ospita. Vieni con noi a scoprirle tutte!

Musica a Bologna: una tradizione antica

Fin dall’antichità, la musica è sempre stata una protagonista assoluta a Bologna. È sufficiente pensare alle numerose chiese in cui si esercitavano cori e musicisti e alle vaste collezioni di strumenti musicali che si possono ammirare nei musei e palazzi storici della città.

Un esempio è la cattedrale di San Pietro che, a seguito della sua costruzione nell’XI secolo, era già diventata la sede di numerose attività legate alla musica. Se vuoi saperne di più sulla sua storia, non puoi perdere l’articolo La Cattedrale Metropolitana di San Pietro in Bologna: il Duomo di Bologna.

Anche nella Basilica di San Petronio fu istituita la Cappella musicale, per opera di papa Eugenio IV. Sfruttando la particolare acustica della basilica, inizialmente si esibivano cori e musicisti durante le celebrazioni religiose. Con il passare del tempo, si affiancarono a queste attività anche concerti e registrazioni discografiche, che contribuirono ad aumentare la fama della Cappella Musicale. Attualmente, è presente un organico stabile, che viene affiancato da un’orchestra in occasioni importanti, come concerti ed eventi solenni.

Il Concerto Palatino: una vera e propria istituzione legata alla musica

Furono, inoltre, create vere e proprie istituzioni legate alla musica, una tra queste è il Con­certo Palatino della Si­gnoria di Bologna. Il Concerto Palatino risale ai tempi dei Bentivoglio e aveva varie funzioni: proclamare le ordinanze comunali, accompagnare i magistrati nelle uscite pubbliche e animare le cerimonie organizzate dall’Università di Bologna. I musicisti che facevano parte del Concerto Palatino si esibivano al Palazzo degli Anziani Consoli in Piazza Maggiore, in pieno centro della città.  Inoltre, l’Università di Bologna, ha acquistato un terreno nel 1803 per costruirvi un Orto Botanico: oggi è il quarto giardino più antico di Europa!

A due passi da Piazza Maggiore, si trovano le famose Due Torri di Bologna: simbolo per eccellenza della città. Lo sapevate che all’interno di una delle Due Torri risiede uno dei Sette Segreti di Bologna? Se siete curiosi di scoprire quale, correte a leggere il nostro articolo qui!

Bologna è stata anche il luogo di nascita di moltissimi musicisti famosi a livello internazionale, dal passato al giorno d’oggi. Tra questi ricordiamo Jacopo da Bolo­gna, Tito Gotti e Lucio Dalla. Tutto questo fece si a far di Bologna la Città creativa della Musica, vieni a scoprire con noi come!

Bologna e UNESCO

Nel 2006, l’UNESCO ha nominato Bologna “Città Creativa della Musica”. Questo titolo mette ancora una volta in evidenza lo stretto legame tra la città e la musica, non solo per quanto riguarda la tradizione, ma anche rispetto al panorama musicale contemporaneo. Dalla musica classica a quella jazz e pop, Bologna è stata un luogo di sperimentazione musicale e innovazione senza paragoni, guadagnandosi pienamente il suo titolo.

Lo sapevate che oggi anche i Portici di Bologna fanno parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO? Non solo, il portico più lungo al mondo è proprio qua a Bologna, e vi porterà fino al magnifico Santuario della Madonna di San Luca: un luogo ricco di cultura e con una vista sulla città che non vi deluderà.

La casa di Lucio Dalla

Lucio Dalla è stato un cantautore e musicista italiano molto conosciuto a livello internazionale, originario di Bologna.

In via d’Azeglio 15, nel pieno centro della città, è possibile visitare la sua vecchia casa. Da subito riconoscibile grazie alla sagoma del cantante sulla facciata, la casa di Lucio Dalla è diventata un vero e proprio museo, che gli appassionati potranno visitare per vedere il luogo dove l’artista viveva e praticava la sua arte. 

All’interno della casa di Lucio Dalla è possibile ammirare una vasta gamma di collezioni, con oggetti e opere artistiche appartenenti a stili ed epoche diverse. Lucio Dalla era, infatti, un artista a tutto tondo: non si interessava solo di musica, ma era appassionato di ogni tipo di arte, dal cinema alla poesia. 

In seguito alla sua scomparsa è stata creata la Fondazione Lucio Dalla, che si è occupata di organizzare la casa intitolando ogni stanza secondo un tema. Le stanze imperdibili della casa di Lucio Dalla sono tre: la “Stanza Caruso”, la “Stanza delle Colonne” e lo “Studio di Lucio”. 

Lo sapevi che Lucio Dalla ha spesso visitato il complesso di San Giovanni in Monte, quando questo era adibito a carcere? Il cantautore, accompagnato dalla chitarra, ha regalato ai detenuti momenti di leggerezza, dando loro la possibilità di pensarsi liberi e di immergersi nella musica. Oggi Dalla è sepolto nel cimitero della Certosa, e la sua tomba è visitabile.

Una visita tra le stanze

La “stanza Caruso” è il salone principale ed è anche la sede della Pressing Line, ovvero l’etichetta discografica di Lucio Dalla. Questa sala è la rappresentazione perfetta dell’integrazione tra privato e lavoro operata dal cantautore. Lucio Dalla, infatti, era molto legato ai suoi collaboratori, che venivano considerati al pari di familiari, per questo la sua casa rappresentava sia il suo luogo di lavoro, sia uno spazio intimo e personale.

La “Stanza delle Colonne” è un salone secondario della casa: alzando lo sguardo è possibile ammirare i soffitti affrescati e le alte colonne di marmo (da qui, il nome della stanza). Le opere presenti nella stanza provengono tutte dal sud Italia, testimoniando l’amore che Dalla nutriva per questi luoghi legati alla sua infanzia. 

Lo “Studio di Lucio”, infine, è una piccola stanza che veniva usata come ufficio dall’artista. Proprio in questo luogo si tenevano le riunioni private con collaboratori e amici. Qui, inoltre, possiamo trovare molti oggetti a cui Dalla era particolarmente affezionato, come un pezzo del muro di Berlino e molti libri autografati.

La casa di Lucio Dalla e la grande affluenza di persone che decidono di visitarla testimoniano, prima di tutto, l’importanza di questo grande artista a livello internazionale. Inoltre, la rilevanza di questo luogo per la città è alla base dello stretto legame tra Bologna e la musica.

Che cosa aspetti? Visita subito la casa di Lucio Dalla! I giorni di apertura sono lunedì e giovedì dalle ore 10:00 alle 16:00 e venerdì dalle 10:00 alle 13:00. Il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni e gli over 65 è di 10 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni. 

Il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica si trova a Palazzo Sanguinetti, in Strada Maggiore 34.

Questo museo nasce nel 1959 con il nome di Civico Museo Bibliografico Musicale, per poi assumere nel 2004 la sua attuale denominazione. È proprio in questa data che la Biblioteca di Musica sarà trasferita dal vecchio Convento di San Giacomo (ora sede del Conservatorio Giovanni Battista Martini) presso Palazzo Sanguinetti

Già nel passato, dunque, era evidente il legame tra la musica e la città di Bologna.

Un altro museo interessante che racconta di un luogo simbolico di Bologna, è quello sulla Basilica di Santo Stefano. Tale complesso, conosciuto anche come Sette Chiese, conserva anche una delle più belle cripte visitabili in città. Scopri tutte le altre cripte nel nostro articolo sulla Bologna sotteranea.

Cosa trovare all’interno del Museo Internazionale della Musica

La collezione ospitata dal Museo Internazionale è davvero vasta. Una figura centrale nella collezione è il “padre spirituale del museo”, ovvero Giambattista Martini, a cui sono dedicate molte sale. All’interno del museo è possibile ammirare vari trattati musicali, strumenti originali di grandi artisti del passato (come il Clavicembalo del compositore Vito Trasuntino) e la Libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi, celebre pittore italiano. Inoltre, sono conservati anche reperti molto importanti, come l’edizione del 1482 del “Musica Practica” di Bartolomé Ramos De Pareja e l’“Harmonice Musices Odhecaton” di Ottaviano Petrucci, che fu la prima stampa musicale a caratteri mobili.

La sezione della Biblioteca di Musica ospita la collezione ereditata da Padre Martini, che comprende un ampio repertorio di musica a stampa del periodo che va dal Cinquecento al Settecento. Manoscritti di artisti celebri, libretti d’opera originali, lettere e autografi sono solo alcuni dei tesori conservati all’interno della Biblioteca della Musica. 

Oltre alle sale e alle collezioni ospitate, nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica è possibile ammirare una ricostruzione del laboratorio musicale del liutista bolognese Otello Bignami e anche un ritratto di Wolfgang Amadé Mozart. Il dipinto risale alla fine del XVIII secolo (circa nel 1770 d.C.), nel periodo in cui il compositore soggiornò a Bologna per i suoi studi presso l’Accademia Filarmonica. Continua a leggere per scoprire tutte le sue curiosità!

La Regia Accademia Filarmonica di Bologna

La Regia Accademia Filarmonica è stata fondata nel 1666 da Vincenzo Maria Carrati e ha sede presso il Palazzo Carrati, in via Guerrazzi 13. 

La finalità dell’Accademia Filarmonica era quella di raccogliere i musicisti italiani in un’unica istituzione, per salvaguardare il patrimonio artistico-musicale ed aumentare il prestigio dei suoi membri. L’ Accademia Filarmonica ha convogliato su di sé molte precedenti istituzioni, come l’Accademia degli Accesi e l’Accademia dei Floridi, che l’hanno resa un importante polo culturale per la città di Bologna. Inoltre, si configura come la più antica istituzione musicale laica della città.

Il motto dell’accademia è “unitate melos”, che significa “musica nella condivisione”, sottolineando ulteriormente l’importanza della musica per la città.

Alcuni dei più famosi membri dell’Accademia Filarmonica nel passato sono stati Giovanni Paolo Colonna, Bartolomeo Girolamo Laurenti e il già citato Mozart. Una curiosità interessante che riguarda quest’ultimo è che sostenne un esame presso l’Accademia Filarmonica a soli 14 anni, in cui non fu particolarmente brillante. La sua ammissione all’accademia si a padre Martini, che corresse alcuni suoi errori che avrebbero portato al suo rifiuto da parte della commissione. I due spartiti originali dell’esame del celebre compositore sono tuttora conservati presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica. 

All’interno dell’Accademia Filarmonica è anche possibile visitare un archivio storico e una biblioteca che conservano atti ufficiali, documenti e vari manoscritti del passato. 

Visita subito la Regia Accademia Filarmonica di Bologna! È aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00; il martedì e il giovedì l’orario di apertura è dalle 15:00 alle 18:00. Il biglietto costa solo 5 euro.

Se siete curiosi e volete approfondire l’argomento, non potrete non visitare la Biblioteca SalaBorsa, situata in Piazza Maggiore e di fronte a uno dei simboli della città: La Fontana del Nettuno.

La Collezione Tagliavini 

Presso la Ex Chiesa di San Colombano e della Madonna dell’Orazione, in via Parigi 5, è conservata la famosa Collezione Tagliavini. L’edificio era in origine un complesso monastico risalente all’anno 616 d.C., che venne poi sconsacrato nel 1789. 

Grazie all’acquisizione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna avvenuta nel 2005, la chiesa di San Colombano è stata ristrutturata. Durante questo intervento, sono venuti alla luce molti reperti artistici rilevanti, come la cripta medievale, una sepoltura risalente al XIII secolo (1201 – 1300 d.C) e un affresco di una crocifissione duecentesca.

La Collezione Tagliavini comprende una vasta gamma di strumenti musicali antichi dell’organista e studioso di musica Luigi Ferdinando Tagliavini, che vanno dagli strumenti a corde a quelli a fiato popolari, tutti ancora funzionanti.

Inoltre, nella Ex Chiesa di San Colombano e della Madonna dell’Orazione è presente una biblioteca specialistica del musicologo bolognese Oscar Mischiati, che comprende più di 15.000 pezzi tra cui repertori, opere musicali, monografie, dischi in vinile e molto altro.

Questo edificio non rappresenta solo il luogo di conservazione della strabiliante Collezione Tagliavini. Infatti, è presente un calendario di iniziative culturali che vengono tenute in questo luogo, come concerti e conferenze relative alla musica e agli strumenti musicali.

Cosa aspetti? Non perdere la Collezione Tagliavini! L’ingresso è possibile dal martedì al venerdì dalle ore 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Il costo del biglietto intero è 7 euro, mentre il ridotto per i gruppi di almeno 15 persone è di 5 euro. Per gli accompagnatori di persone con disabilità, le guide turistiche e i possessori della Card Cultura Bologna l’ingresso è completamente gratuito.

Infine, un ulteriore luogo imperdibile per la sua storia e importanza è sicuramente il Ghetto Ebraico: scopri con noi la sua realizzazione e i suoi sviluppi più recenti!

All’interno del famoso Quadrilatero di Bologna, un tempo definito dalla Cerchia di Selenite, potrai trovare molte osterie, dove gustare piatti tipici della tradizione bolognese, primi fra tutti i tortellini e altre specialità con la pasta fresca! E a proposito dell’antica arte delle sfogline e del loro ruolo essenziale, scopri le figure femminili che hanno scritto la storia della città!

Bibliografia

  • Costa T., Bologna dalla A alla Z, Bologna, Costa Editore, 2011.
  • Lombardi A., Bologna, guida turistica ai luoghi della musica, Bologna, Ut Orpheus Edizioni, 2006.
  • Mazzi M. C., Bologna nelle storie della musica. Un itinerario in otto tappe per una visita al Museo della Musica, Bologna, in riga edizioni, 2019.
  • Mazzi M. C., Musica in cappella a Bologna: Musiche e maestri nelle antiche chiese, Bologna, in riga edizioni, 2020.
  • Negrin F., Che voto ha preso Mozart?, Bologna, Minerva Edizioni, 2020.

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