Alberto Belli

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La Certosa di Bologna: un cimitero museo

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Il Cimitero della Certosa di Bologna costituisce sotto molti aspetti un unicum nell’orizzonte delle necropoli moderne dell’Occidente. Questo cimitero fu aperto nel 1801, ed è il prodotto della trasformazione di un importante monastero certosino.

La Certosa di Bologna è da ritenere il primo vero cimitero italiano, pensato per offrire degna sepoltura all’intera comunità cittadina, e non per una ristretta élite di persone.

La certosa di Bologna: un luogo dalla triplice valenza

Il cimitero monumentale di Bologna può essere considerato sotto vari punti di vista. La Certosa di Bologna è principalmente un cimitero dove vengono sepolti e onorati i propri concittadini.

Ma è anche una sorta di museo d’arte funeraria contemporanea. Vi sono infatti stanze antiquarie, dove sono raccolti monumenti antichi e sepolcrali, provenienti da varie chiese e conventi della città, progressivamente chiusi o soppressi nel tempo.

Cimitero della Certosa di Bologna.

Origini del cimitero della Certosa

Prima di diventare cimitero, il monastero di San Girolamo di Casara per molti secoli è stato uno dei più importanti edifici della città, e uno dei più famosi monasteri dell’Ordine Certosino. A poca distanza dal centro urbano, il monastero era ai piedi della collina su cui si trova il Santuario della Madonna di San Luca.

Il monastero era noto e apprezzato per la bellezza delle architetture, e l’importanza delle opere d’arte conservate al suo interno. La sua fondazione risale alla prima metà del Quattrocento, e conserva elementi della sua precedente forma gotica.

Ai lati della porta ci sono numerose lapidi, provenienti da altri luoghi sacri della città, in seguito ai cambiamenti e soppressioni napoleoniche. La chiesa di San Girolamo ha una sola navata a tre campate, e un’abside quadrata. La volta a crociera ha nervature a sesto acuto. La cappella Maggiore è a pianta quadrata, con volte a crociera e costoloni. È impreziosita da affreschi di Bartolomeo Cesi. Ricordiamo in particolare il Cristo in croce, Orazione nell’orto e Deposizione, che compongono la trilogia della Passione.

Trasformazioni del Monastero

Nel 1796, dopo l’arrivo dei francesi a Bologna, il monastero venne soppresso. Questo destino fu comune a molti edifici e proprietà religiose: ricordiamo tra le varie proprio quella del complesso di San Giovanni in Monte.

Nel 1799, con l’amministrazione francese, vennero vietate le sepolture dei cadaveri nelle chiese, nelle fosse degli ospedali e nei piccoli cimiteri presenti all’interno della cinta urbana delle città.

Così a Bologna venne selezionato “Il Locale della Certosa” come zona adeguata per essere trasformata in cimitero.

Una tale decisione era legata a motivi igenico-sanitari ed economici, nel tentativo di sfruttare al massimo i volumi e gli spazi della città già esistenti.

Interventi successivi per il cimitero della Certosa di Bologna

Ben presto gli spazi del monastero non risultarono più sufficientemente grandi e adeguati per accogliere tutte le salme. Così iniziarono ad essere aggiunti chiostri e gallerie.

Infine a partire dal 1927 iniziò l’edificazione di nuovi spazi nella zona ad ovest della chiesa.

Oggi sono tre gli ingressi del cimitero comunale, oltre a quello monumentale del 1801, attualmente in disuso.

Il principale è quello del 1768, realizzato da Gian Giacomo Dotti, figlio del costruttore del Meloncello e di San Luca. 

Il secondo ingresso risale al 1924. È collocato alla fine del portico della Certosa, che si innesta poi con i portici di San Luca al Meloncello.

Infine il terzo ingresso è il più recente e si pone tra via Andrea Costa e via della Barca.

Una delle entrate monumentali del Cimitero della Certosa di Bologna.
Fonte: WikiCommons

Il portico della Certosa

Progettato da Ercole Gasparini, il portico della Certosa viene costruito tra il 1811 e il 1831.

La costruzione di tale portico prosegue di pari passo con la definizione della nuova area cimiteriale.

Questo è composto da 130 arcate a tutto sesto e volte a vela, divise da sedici tribune a frontone triangolare e con volta a catino.

Curiosità sulla Certosa di Bologna

La trasformazione del complesso in necropoli cittadina è ricordata da due lapidi, poste sui pilastri centrali dell’ingresso monumentale, realizzato nel 1802. Ma queste non sono le uniche lastre marmoree che attestano il nuovo cimitero. Infatti ce ne sono altre due poste lungo il viale centrale, una di fronte all’altra.  Tali lastre hanno un’iscrizione latina che ricorda i primi due individui sepolti nel cimitero.

Sono Giuseppe Sarti, un panettiere, e Maddalena Brunini, una tessitrice di cinquant’anni.

Non possiamo parlare di vere e proprie lapidi funerarie, perché non sono state realizzate per essere poste sulle loro tombe. Inoltre queste sono identiche, per dimensione, forma e per la struttura e stile delle iscrizioni. 

Molto probabilmente sono state commissionate e collocate insieme dalle autorità cittadine, intorno ai primi anni del 1800, cioè poco dopo la messa in funzionamento del cimitero.

La certosa di Bologna: un cimitero museo

In tempi molto recenti, a partire dal 1999, l’attenzione e la cura nei confronti di questo spazio, così prezioso e denso di storia e memoria, si sono moltiplicati.

È la storia stessa della città che può rispecchiarsi nell’organizzazione spaziale e nella crescita del cimitero della Certosa.

La trasformazione del convento certosino in cimitero, avvenuta nell’800, viene realizzata adattando gli spazi e i volumi già esistenti alla nuova funzione. Non c’è stato nessuno stravolgimento dell’assetto preesistente.

L’avvento del cimitero coincide con l’inizio di un lungo percorso di monumentalizzazione.

Cimitero della Certosa di Bologna: un proto museo d'arte.
Fonte: WikiCommons

Tra i primi e più importanti progetti realizzati c’è il Grande Chiostro, attuale Chiostro Maggiore. Insieme a questo anche il Chiostro della Cappella, l’attuale Chiostro III.

Nei vari archi dei chiostri iniziano ad essere accolti i primi monumenti funerari, con ampie pitture a fresco, realizzati da grandi artisti.

Con gli anni, le arcate ospitano poi sempre più tombe, in cui sarà la scultura ad essere abbondantemente impiegata.

Inoltre le stanze dell’ex convento perdono la loro connotazione e diventano delle vere e proprie Sale dei Monumenti. I monumenti sono esposti, e non più semplicemente collocati: tendono a diventare delle collezioni.

Anche altri ambienti dell’ex monastero, come le antiche celle dei certosini, le gallerie e le logge dell’ex convento iniziano a essere adattati alla funzione cimiteriale.

La Certosa di Bologna: un proto-museo di arte funeraria

Il cimitero della Certosa di Bologna diventa pian piano un enorme proto-museo di arte funeraria.

I primi monumenti funebri privati erano costituiti da pareti affrescate, principalmente nel grande chiostro dell’antico monastero.

In seguito, questi affreschi vennero pian piano sostituiti da monumenti scultorei in stucco o in terracotta.

Tra i primi artisti e autori che hanno preso parte a questo progetto, ricordiamo  Pelagio Palagi e Giovanni Putti.

Cimitero della Certosa di Bologna
Fonte: ZeroEU

La produzione artistica funeraria al cimitero della Certosa continua a crescere e a implementarsi nei secoli. Il cimitero acquista velocemente una dimensione museale.

Laddove un tempo si era cercato di mantenere e rispettare un equilibrio rigoroso, cercando l’armonia e la proporzione tra il singolo monumento e i volumi, poi ci sarà una rapida invasione di lapidi, cippi e così via.

Sala delle Tombe

Probabilmente questo spazio era la sala ricreativa dei monaci. È composta da un vestibolo classico con quattro colonne ioniche, e da un corpo che termina con un’abside aperta a quattro colonne.

Presenta vari sarcofaghi, bassorilievi e numerosi busti, come quello del Malaguzzi e di Macchiavelli. Vi è anche conservata la cella Bentivoglio.

Sala delle Catacombe

La sala delle Catacombe è stata progettata da Luigi Marchesini. Un tempo c’erano quattro celle dei monaci. Alle due estremità ci sono due vestiboli a pianta quadrata, con quattro colonne per lato, volta a padiglione, vele triangolari.

La sala presenta varie stele, tombe e busti di personaggi celebri.

Chi è sepolto nel cimitero della Certosa di Bologna?

Dunque il cimitero-museo di Bologna si differenzia dai classici e tradizionali cimiteri, caratterizzati da una grande e centrale area verde delimitata da un muro o da un portico. Qui ti troverai in una serie di spazi coperti, logge, chiostri e portici, che accolgono i vari monumenti funebri, sia in gesso e stucco che in marmo.

Nei decenni tale cimitero ha conosciuto un progressivo sviluppo, sia in senso spaziale, che monumentale, con l’uso sempre più massiccio del marmo e di pietre preziose, del bronzo, del mosaico e del ferro battuto per le decorazioni.

Vari i personaggi di spicco e importanti per la città che hanno trovato riparo e riposo in tale spazio.

Monumento Carducci

Di fronte al chiostro dei Caduti della Grande Guerra si trova il monumento e la cripta di Giosuè Carducci e della sua famiglia. Tale area è anche nota come il Campo Carducci. La sua definizione e organizzazione avviene nel 1935, con la collocazione del cenotafio monolitico del poeta. Su tale monolito in granito, è riposta la lapide che riporta semplicemente il suo nome e cognome.

Giosuè Carducci è stato un poeta, scrittore e accademico italiano. Fu il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1906. Profondamente legato alla città di Bologna, negli scritti del poeta ci sono molti riferimenti anche alla Certosa stessa.

«Io alle altre città d’Italia desidero sempre Bologna, Bologna mi apre e mi promette la Certosa, la grande casa dei morti, ov’è chi mi aspetta e mi chiama e mi rimprovera e mi promette la pace».

Infatti la famiglia di Carducci aveva acquistato una modesta tomba circa un trentennio prima. In questa, prima della morte del poeta, riposavano già la madre e il figlio Dante, di tre anni.

In seguito alla morte del poeta, nel 1907, la vedova decise di far conservare il corpo del defunto marito proprio nella “sua Bologna”, dove Carducci visse i suoi anni migliori e da cui non si volle mai allontanare.

Poi la città volle ingrandire il tributo d’affetto per il poeta e gli dedicò, oltre al grande monumento del Bistolfi posto accanto alla sua ultima casa, anche uno speciale “campo” alla Certosa, con la sua tomba che spicca.

Il Campo Carducci si trova vicino all’ingresso nuovo del 1924.

Vari sono i sarcofagi e le tombe di personaggi illustri, che ci sono in questa zona del cimitero: tra questi Giorgio Morandi e Lucio Dalla.

Campo Carducci: area dedicata al poeta, dove vi trovano spazio anche altre tombe di personaggi importanti.
Fonte: WikiWand

Monumento Dalla

Lucio Dalla è stato uno dei più importanti cantautori italiani. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli e orizzonti. Dalla rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la storia della musica italiana e per la tradizione bolognese.

Profondamente e unicamente legato alla città, quando il 1 marzo 2012 è morto, il comune di Bologna decide di concedere uno spazio per la tomba del cantante nel cimitero della Certosa.

La sua tomba monumentale, realizzata da Stefano Cantaroni e Simone Paladino, si trova nel cosiddetto “spazio Carducci”, vicino a quella di altri grandi illustri, come Carducci e Giorgio Morandi.

Una sagoma verde è posta su un basamento, con un scritta “musicista, poeta, maestro di vita”. La scultura in bronzo è caratterizzata dalla figura stilizzata del cantautore, con gli elementi che più lo contraddistinguono: il cappello, il bastone e il clarinetto. La silhouette di tale scultura è tratta dalla foto scattata dall’amico e fotografo Luigi Ghirri, alle isole Tremiti. Questa appare anche sulla copertina dell’album Dall’America Caruso.

Tomba di Dalla nel cimitero della Certosa di Bologna.
Fonte: WikiCommons

Sulla lapide c’è impressa una coroncina, rappresentante il rosario, che il musicista portava come anello al dito, e una piccola scultura in bronzo con la forma di un ragno, in ricordo del soprannome dell’artista “Il Ragno”. 

Inoltre è riportata l’ultima strofa della sua celebre canzone Cara: Buonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia.

Campo degli Ospedali

Il campo degli Ospedali ha la forma di grande triangolo. Il suo viale unisce i tre ingressi principali della Certosa, attraverso il Campo Carducci.

In questo Campo troviamo anche l’Ossario dei Partigiani: un tronco di cono rovesciato con figure di bronzo che spiccano in alto, con la scritta “ Liberi salgono nel cielo della gloria”.

Ossario dei Partigiani: il Monumento dedicato ai partigiani, con figure in bronzo.
Fonte: WikiCommons

Lo sai che una delle figure partigiane è stata la bolognese Irma Bandiera? Vieni a scoprire la sua storia e quella di altre donne che hanno segnato la storia di Bologna!

Il Cimitero della Certosa e gli eventi culturali

L’istituzione Bologna Musei promuove e cura molti eventi e progetti culturali che avvengono negli spazi della Certosa. 

Infatti dal 1999 è nato il Progetto Certosa, con l’obiettivo di valorizzare e recuperare il grande complesso monumentale della città.

Dalla realizzazione di guide, opuscoli a visite guidate nel Cimitero della Certosa, anche la stagione estiva 2022 è ricca di eventi che vi verranno realizzati.

Eventi di arte, storia, teatro e musica costellano il Calendario estivo della Certosa, a cura del Museo civico del Risorgimento, in collaborazione con Bologna Servizi Cimiteriali.

L’obiettivo è valorizzare e promuovere questo patrimonio artistico, storico e architettonico: dal 2021 la Certosa, insieme ai portici bolognesi, sono entrati a far parte del patrimonio UNESCO.

Circa 60 gli appuntamenti proposti per il calendario estivo 2022, con visite guidate, passeggiate, concerti e lezioni animate. Per il calendario dettagliato leggi il programma completo.

Bologna è una città ricca di monumenti e attrazioni da non farsi sfuggire. Se vuoi essere certo di non dimenticarti nulla, dai un occhio alle nostre proposte di tour, negli articoli 5 cose da non perdere a Bologna e Bologna a tutto tondo: 5 attività da svolgere. E se hai bisogno di qualche consiglio su dove poter gustare i sapori tipici della tradizione bolognese, ecco una selezione delle 5 migliori osterie e trattorie della città. Bologna è famosa per l’arte delle sfogline che tirano a mano la pasta fresca: se ti trovi nella zona del Quadrilatero potrai trovare botteghe e locali che tramandano e conservano questa antica arte!

Bibliografia: 

  • Bernabei G. (a cura di), Le Meraviglie di Bologna: la Certosa, Bologna, Santarini Editore, 1993.
  • Martorelli R., (a cura di), Certosa di Bologna: guida, Bologna, Minerva, 2016.
  • Vidor GM., Biografia di un cimitero italiano. La Certosa di Bologna, Bologna, Il Mulino, 2012.

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