Alberto Belli

Alberto Belli

CEO and Content Creator of Bologna-Experience

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L’antico ghetto ebraico di Bologna: un viaggio attraverso di esso

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Lo sapevi che nel cuore di Bologna c’è un antico ghetto ebraico? Vieni a scoprire con noi la sua storia, e lasciati coinvolgere dai colori e dagli scorci di questo quartiere così raccolto!

Come nasce il ghetto ebraico?

Il ghetto ebraico di Bologna nasce nel XVI secolo, intorno al 1555 d.C. Infatti in quell’anno, papa Paolo IV emanò una bolla papale, che stabiliva la predisposizione di un’area della città delimitata per la comunità ebraica.

Già a quell’epoca la comunità a Bologna era molto vivace, e le sue attività riguardavano principalmente il commercio e il traffico di denaro. Inizialmente, i membri della comunità erano ben accettati e integrati nella vita cittadina, tanto che l’Università di Bologna istituì una cattedra di storia dell’ebraismo.

Lo sapevi che l’Università di Bologna, tra le sue sedi sparse per le vie della città, come quella di San Giovanni in Monte, ospita anche uno dei giardini più antichi d’Europa? Scoprilo con noi nell’articolo L’orto botanico di Bologna: uno dei più antichi giardini d’Europa.

Scorcio da una delle vie del ghetto ebraico di Bologna, da cui si può vedere la torre degli Asinelli.
Fonte: WikiCommons

In seguito alla bolla papale, però, gli ebrei iniziarono ad essere confinati nel “serraglio degli ebrei”, che prenderà poi il nome di ghetto ebraico. Inoltre, i membri della comunità ebraica dovevano portare uno “sciamanno” o velo giallo così da essere identificati come tali. Presto si impose loro anche il divieto di vendere oggetti nuovi (da qui si svilupperà il commercio di vestiti usati).

I rapporti della comunità con la città durante i secoli

I rapporti tra la comunità ebraica e la vita cittadina sono stati controversi e altalenanti per molti anni.

Dopo un periodo di pace, che portò alla città notevoli vantaggi economici e culturali, la comunità ebraica venne allontanata per la prima volta nel 1569, per poi ritornare nel 1586. In seguito, venne di nuovo espulsa nel 1593, fino al suo ritorno durante l’età napoleonica. Solamente con l’Unità d’Italia, il 17 marzo 1861, i membri della comunità ebraica furono riconosciuti come cittadini italiani.

Il ghetto ebraico oggi

Il ghetto ebraico si trova ancora oggi nel centro di Bologna, e si snoda tra via Zamboni, via Oberdan e via Marsala, nel quartiere medievale.

Il luogo che le fu attribuito non è un caso: si trattava, infatti, di una zona considerata secondaria della città, poiché non si trovavano edifici storici o luoghi rilevanti. Inoltre, la zona del ghetto ebraico poteva essere circoscritta facilmente elevando i muri.

Scopri con noi la storia delle mura difensive di Bologna. Dalla loro storia deriva anche la denominazione di Quadrilatero, per tutta quella zona centrale della città, che oggi racchiude botteghe di artigiani, pescherie e osterie dove assaporare la tradizione culinaria bolognese, come l’antica arte delle sfogline!

La mappa del ghetto ebraico

Come abbiamo visto, il ghetto ebraico di Bologna si trova nel pieno centro della città. Tutti i muri presentano una formella di porcellana che rappresenta la Mano di Miriam, un simbolo della cultura ebraica. Un tempo questa contrassegnava lo spazio e rendeva riconoscibili le zone del ghetto. 

In passato, la spazio del ghetto ebraico era delimitato da tre cancelli. Al tramonto questi venivano chiusi dall’esterno, impedendo così a chi si trovava all’interno di uscire. Ad oggi è possibile vederne solo uno tra via del Carro e via Zamboni, presso il Palazzo Manzoli-Malvasia.

Inoltre, a causa della tensione nel rapporto tra la comunità ebraica e la città di Bologna, si istituì in via Fusari 9 un albergo in cui solo gli ebrei di passaggio potevano pernottare. Il nome dell’albergo (tuttora in funzione) è “Al Cappello Rosso” e deriva dal cappello che, in quell’epoca, i membri della comunità ebraica erano costretti a portare come simbolo di riconoscimento.

Architetture del ghetto

Tra gli edifici del ghetto ebraico erano presenti dei passaggi sopraelevati, che permettevano di spostarsi da un palazzo all’altro o controllare chi si stava avvicinando all’abitazione. 

Una curiosità interessante riguarda le finestre degli edifici: la maggior parte erano piccole e alte, in modo da non rappresentare una facile via di fuga per chi si trovava all’interno. Inoltre, erano presenti molti spioncini, grazie ai quali poter controllare l’esterno senza essere visti.

Infine, in via dell’Inferno è possibile ritrovare la targa che indica il luogo in cui sorgeva l’antica Sinagoga di Bologna.

In via dell’Inferno è possibile ritrovare la targa che indica il luogo in cui sorgeva l’antica Sinagoga di Bologna.
Fonte: WikiCommons

Per completare il quadro dei classici luoghi sacri e religiosi da non perdere a Bologna, non puoi lasciarti sfuggire la Basilica di Santo Stefano, con le sue leggende e tradizioni plurisecolari, la cui storia si interseca e si connette, attraverso la figura di San Petronio, con altri due luoghi iconici: la Cattedrale di San Pietro e la Basilica di San Petronio.

Bologna è una città ricca di segreti e curiosità: se vuoi conoscerli non perderti il nostro articolo Un viaggio tra i Sette Segreti di Bologna. Potrai seguire un itinerario per la città davvero interessante!

La Sinagoga di Bologna 

Proprio al centro del ghetto ebraico, vicino alle due Torri di Bologna e a Piazza Maggiore, sorge la Sinagoga di Bologna.

La comunità ebraica costruì la Sinagoga nel 1928 per praticare il proprio culto, ma venne distrutta nel 1943 in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1953 venne poi ricostruita ed è tuttora in uso.

Il nuovo progetto segue la struttura originaria. La Sinagoga è un edificio molto rilevante a livello artistico: entrando si notano subito gli arredi moderni e una grossa vetrata colorata che illumina l’interno. Sulla facciata esterna è presente un’altra grossa finestra con la forma della stella di Davide (simbolo della comunità ebraica) e una lapide che ricorda le vittime bolognesi dell’Olocausto.

Il ghetto ebraico non è l’unico spazio della città che tiene memoria delle vittime della Seconda Guerra Mondiale: in Piazza del Nettuno, con la maestosa fontana del dio dei mari, nel muro della Biblioteca Salaborsa, potrai osservare il Sacrario dei Partigiani. Questo è un muro in cui sono presenti centinaia di fotografie di giovani partigiani, caduti durante la lotta per la liberazione. 

Il museo ebraico di Bologna

Situato in via Valdonica 1/5, il museo ebraico (MEB) è stato inaugurato nel 1999 ed è tuttora gestito dall’Associazione Amici del Museo e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.

Il museo è diviso in tre sezioni: la sezione che ospita la collezione permanente, quella per le mostre temporanee e un centro di documentazione del MEB. 

La sezione permanente è incentrata sul tema dell’identità ebraica: partendo dal passato si arriva a eventi contemporanei. In particolare il focus è rivolto alla storia della comunità ebraica stabilitasi nella zona dell’Emilia-Romagna.

La sezione delle mostre temporanee prevede spazi per incontri, dibattiti e attività di ogni tipo. Nel corso degli anni si sono svolti molti convegni, seminari e momenti didattici anche per i più piccoli. Inoltre, nel 2001, è stato aggiunto un bookshop, dove si possono comprare libri e oggettistica.

L’ultima sezione ospita il Centro della documentazione del museo ebraico. È composta da due aree: una biblioteca specializzata che offre più di 2000 volumi e un centro culturale e di promozione. Quest’ultimo è convenzionato con l’Università di Bologna.

Soprattutto in occasione della Giornata della Memoria e della Giornata Europea della Cultura Ebraica sono previsti numerosi incontri e conferenze. Se sei interessato, puoi trovare tutti gli eventi nel sito dell’Unione delle comunità ebraiche italiane

Gli orari del museo

Il museo è aperto:

  • da domenica a giovedì dalle 10 alle 18
  • venerdì dalle 10 alle 16
  • chiuso il sabato e le festività ebraiche

Il biglietto intero costa 7 euro, mentre il ridotto per gli studenti, le persone over 65 e per chi possiede la Card Cultura Bologna è di 5 euro. L’ingresso è completamente gratuito per le persone disabili e i loro accompagnatori, per i bambini sotto i 6 anni e per le guide turistiche.

Se sei interessato a conoscere anche gli altri musei della città, non perderti il nostro articolo!

Il primo cimitero ebraico di Bologna

Situato nell’attuale via Orfeo, il primo cimitero ebraico venne completamente smantellato nel 1569, quando la comunità ebraica fu espulsa da Bologna. Il terreno fu ceduto alle monache di San Pietro, che distrussero i resti del cimitero originario.

Solamente quattro lapidi ebraiche si salvarono: attualmente sono conservate presso il Museo Civico Medievale di via Manzoni 4, dove è possibile visitarle.

Il monumento sepolcrale di Shabatài Elkanàn da Rieti spicca tra gli altri per le sue immagini scolpite e per il gusto artistico raffinato.

Queste lapidi non sono rilevanti solo dal punto di vista artistico e culturale, ma ci permettono di scoprire molte informazioni sulla scrittura ebraica dell’epoca.

Attualmente, il nuovo cimitero ebraico è situato presso la Certosa di Bologna dal 1869, che si trova ai piedi del colle della Guardia, dove sorge il Santuario della Madonna di San Luca. Qui possiamo ritrovare imponenti monumenti sepolcrali di famiglie ebree, realizzati anche da famosi artisti. È il caso della tomba in stile Liberty realizzata da Silverio Montaguti per la famiglia Zamorani. Inoltre, ai piedi del colle si estende anche il giardino di Villa Spada: con i suoi 7 ettari, è tra i giardini più estesi a Bologna.

Lo sapevi che i portici di Bologna sono diventati parte del Patrimonio Dell’UNESCO? Inoltre sempre l’UNESCO ha definito Bologna come Città Creativa della Musica. Scopri di più sul nostro articolo Bologna: città della musica.

Non perderti i monumenti e gli edifici più importanti della città: segui i nostri consigli sulle 5 cose da non farsi sfuggire a Bologna! E se vuoi gustare i sapori tradizionali della cucina bolognese, ti consigliamo di andare nella zona del Quadrilatero, dove troverai botteghe e osterie che tramandano ancora l’antica arte delle sfogline!

Bibliografia

  • Bellucci D., 111 luoghi di Bologna che devi proprio scoprire, Roma, Emons Edizioni, 2021.
  • Costa T., Bologna dalla A alla Z, Bologna, Costa Editore, 2011.
  • Goldoni A., Storia di Bologna dalle origini ai giorni nostri, Pordenone, Biblioteca dell’Immagine, 2018.
  • Menarini A., Vianelli A., Leggende e curiosità, Bologna, Tamari Editori, 1976.

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